Redigere una relazione ai sensi dell’art. 160, comma 2, richiede equilibrio tra rigore tecnico e chiarezza espositiva: non si tratta solo di adempiere a un obbligo formale, ma di offrire uno strumento utile al giudice e alle parti per comprendere fatti, valutazioni e proposte. Questa guida si propone di accompagnare il redattore passo dopo passo, mettendo a fuoco gli elementi essenziali che il testo deve contenere, le modalità di documentazione delle fonti e delle osservazioni, nonché gli accorgimenti stilistici che favoriscono l’efficacia comunicativa.

Particolare attenzione sarà dedicata alla necessità di mantenere un approccio neutrale e documentato, alla gestione del linguaggio tecnico e della riservatezza, e al rispetto dei termini e delle formalità procedurali. Troverai inoltre schemi pratici, esempi di strutturazione della relazione e checklist per verificare completezza e coerenza prima della consegna.

L’obiettivo è offrire uno strumento operativo: chi legge potrà produrre una relazione chiara, professionalmente solida e immediatamente utilizzabile nel contesto decisionale previsto dalla norma.

Come scrivere una relazione art. 160 comma 2​

Per redigere una relazione ai sensi dell’art. 160, comma 2, occorre muovere da un’intenzione chiara: fornire al giudice un quadro documentato, rigoroso e comprensibile della situazione familiare e del minore, distinguendo sempre i fatti dalle valutazioni e argomentando con evidenze ogni giudizio proposto. In apertura è utile identificare con precisione le parti interessate e il minore oggetto della relazione, indicando dati anagrafici essenziali e la data di redazione; va poi esplicitato il mandato ricevuto, il riferimento normativo e la finalità della relazione, in modo che il lettore comprenda immediatamente il contesto giuridico e operativo in cui è stata svolta l’attività di indagine. La parte descrittiva deve procedere secondo una ricostruzione cronologica degli accadimenti rilevanti: riportare eventi, segnalazioni, provvedimenti e contatti avvenuti, citando date e fonti documentali. Quando si riferiscono colloqui o osservazioni, è preferibile annotare modalità, luogo e partecipanti, insieme ai contenuti essenziali, così da permettere al giudice di valutare la portata probatoria delle dichiarazioni. La relazione deve sempre specificare le metodologie adottate: visite domiciliari, colloqui con i genitori e con il minore, contatti con scuole o servizi sanitari, esame di documenti, eventuali accertamenti tecnici. È importante descrivere non soltanto ciò che è emerso ma anche i limiti dell’indagine, le eventuali difficoltà di accesso all’informazione e le circostanze che possono aver condizionato la raccolta dei dati.

Nel campo delle osservazioni cliniche o psicosociali occorre utilizzare un linguaggio tecnico ma accessibile, evitando formulazioni vaghe o iperboliche. Le affermazioni devono essere supportate da elementi concreti: esempi di comportamenti osservati, dichiarazioni precise e, quando possibile, riscontri documentali o testimonianze di terzi. Separare con nettezza la descrizione dei fatti dall’interpretazione e dalle conclusioni è fondamentale per mantenere la neutralità professionale; quando si esprime una valutazione sulla capacità genitoriale, sul danno o sul rischio per il minore, si dovranno esplicitare le ragioni che conducono a quella valutazione, indicando gli indicatori presi in considerazione e le eventuali alternative considerate e scartate. Nelle parti valutative è opportuno richiamare, senza esagerare in citazioni dottrinali, i principi di riferimento, tra cui il superiore interesse del minore e le disposizioni normative pertinenti, precisando che l’interpretazione è stata compiuta alla luce della prassi giuridica del tribunale competente e della normativa vigente.

Gli interventi propositivi devono risultare concreti, proporzionati e motivati: piuttosto che formule generiche di “intervento necessario”, la relazione efficace indica misure specifiche, con priorità e gradualità, distinguendo tra provvedimenti urgenti e programmi a medio-lungo termine. Quando si suggeriscono percorsi terapeutici, di sostegno o di monitoraggio, è utile indicare anche tempi indicativi, soggetti responsabili e modalità di verifica degli esiti, in modo che il giudice possa facilmente valutare la praticabilità della proposta. La relazione dovrebbe altresì includere un’analisi dei fattori protettivi presenti nella rete familiare e sociale del minore oltre ai fattori di rischio, perché una valutazione equilibrata contempla sia le criticità sia le risorse utilizzabili.

Il linguaggio da adottare deve essere sobrio, preciso e privo di toni giudicanti: preferire la terza persona, usare frasi brevi e chiare, evitare sigle non spiegate e ridurre al minimo gli aggettivi valutativi non supportati da elementi oggettivi. Ogni affermazione sostanziale va correddata da riferimento a documenti allegati o a trascrizioni di colloqui, che devono essere rubricati e numerati; la dossierizzazione accurata consente al giudice e alle parti di risalire all’origine di quanto dichiarato. Non trascurare gli aspetti formali richiesti dal tribunale: data, firma, qualifica professionale dell’autore della relazione, eventuale autorizzazione o mandato, indicazione della reperibilità per chiarimenti e l’elenco degli allegati. Prima della consegna è buona pratica rileggere la relazione con la lente della tutela del minore e della riservatezza, censurando dati sensibili non pertinenti e verificando il rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali.

Infine, oltre all’accuratezza tecnica, una relazione ben scritta comunica rispetto per le persone coinvolte e per il lettore istituzionale: una prosa ordinata, coesa e coerente facilita la comprensione e rende il documento uno strumento utile al giudice per adottare decisioni tempestive e ben fondate. All’occorrenza prevedere un aggiornamento o una relazione integrativa qualora emergano nuovi elementi rilevanti, specificando i termini entro cui potrà essere predisposta, perché la dinamicità delle situazioni familiari richiede sempre la disponibilità a riesaminare le conclusioni alla luce di fatti nuovi.

Modello relazione art. 160 comma 2​

TRIBUNALE DI _______________
SEZIONE _______________
PROC. N. _______________

R E L A Z I O N E
Ex art. 160, comma 2 _______________

Redatta da:
Nome e cognome: _______________
Qualifica / Ente: _______________
Indirizzo: _______________
Telefono / PEC / e-mail: _______________

Data di redazione: _______________

Oggetto: Relazione ai sensi dell’ordine del Giudice emesso in data _______________ nel procedimento indicato in intestazione, relativa alla situazione del/dei minore/i: _______________

1) Dati anagrafici e composizione del nucleo familiare
Minore/i:
– Nome e cognome: _______________
– Nato/a il: _______________
– Luogo di nascita: _______________
– Codice fiscale: _______________
Genitori / esercenti la responsabilità:
– Genitore 1: nome e cognome: _______________; nato/a il: _______________; codice fiscale: _______________; residenza: _______________; stato civile: _______________; professione: _______________
– Genitore 2: nome e cognome: _______________; nato/a il: _______________; codice fiscale: _______________; residenza: _______________; stato civile: _______________; professione: _______________
Altri conviventi rilevanti (nonni, fratelli, ecc.): _______________

2) Premessa e finalità della relazione
Ordinanza del Giudice/Provvedimento che dispone la relazione: data _______________; contenuto/istruzioni principali: _______________
Periodo di osservazione/intervento: dal _______________ al _______________
Soggetti e servizi coinvolti nella ricognizione: _______________

3) Attività svolte
– Colloqui effettuati (con indicazione di luogo, data, durata e partecipanti): _______________
– Visite domiciliari (date e osservazioni principali): _______________
– Raccolta documentale (tipologia e provenienza dei documenti): _______________
– Contatti con scuola / servizi sanitari / servizi sociali (date e contenuti): _______________
– Eventuali test psicodiagnostici o valutazioni specialistiche (specificare titolo professionale e esito sintetico): _______________
– Altre attività svolte: _______________

4) Condizioni materiali e ambientali
– Abitazione (stato, sicurezza, spazi, igiene): _______________
– Condizioni economiche della famiglia (redditi, occupazione, eventuali sostegni): _______________
– Presenza di rischi per il minore (descrivere): _______________

5) Relazioni affettive e cura
– Qualità dei rapporti genitore/minore (descrivere osservazioni su affetto, cura, cura educativa): _______________
– Routine quotidiana del minore (alimentazione, igiene, tempo scuola, attività ricreative): _______________
– Presenza e qualità delle relazioni con altre figure di riferimento (nonni, fratelli, educatori): _______________

6) Salute, istruzione e bisogni speciali
– Stato di salute del minore (patologie, terapie in corso, accesso a cure): _______________
– Percorso scolastico (frequenza, rendimento, rapporti con insegnanti, eventuali bisogni educativi speciali): _______________
– Bisogni psicologici o educativi individuati: _______________

7) Eventuali elementi di rischio o criticità (comportamenti violenti, uso di sostanze, abusi, negligenza, ecc.)
– Descrizione dettagliata delle criticità riscontrate: _______________
– Eventuali segnalazioni a organi competenti già effettuate (indicando data e organismo): _______________

8) Valutazione complessiva
– Sintesi dello stato della situazione familiare: _______________
– Attitudini genitoriali rispetto ai compiti di cura, educazione e mantenimento: _______________
– Capacità di garantire stabilità e tutela dei bisogni del minore: _______________

9) Proposte e misure ritenute opportune
– Misure di supporto familiare (servizi domiciliari, mediazione familiare, percorsi educativi, ecc.): _______________
– Modalità di affidamento e relazione con i genitori (affidamento esclusivo/condiviso, collocamento, regime di visite, supervisione, ecc.): _______________
– Necessità di interventi urgenti o temporanei (specificate): _______________
– Ulteriori approfondimenti o valutazioni specialistiche consigliati: _______________

10) Tempistica e monitoraggio
– Durata proposta per le misure indicate: _______________
– Modalità e frequenza del monitoraggio e delle verifiche successive: _______________

11) Documentazione allegata
Elenco degli allegati prodotti a corredo della presente relazione (es. verbali colloqui, certificati medici, referti scolastici, foto, ecc.): _______________

12) Conclusione
Riepilogo sintetico della situazione e richiesta al Giudice (indicare espressamente le decisioni che si ritiene opportuno adottare): _______________

Luogo e data: _______________

Firma e timbro:
Nome e cognome: _______________
Qualifica: _______________
Ente di appartenenza: _______________
Recapiti: _______________

Modello relazione art. 160 comma 2​