La relazione descrittiva è un documento fondamentale per illustrare gli interventi proposti sui beni culturali soggetti alla tutela prevista dal D.lgs. 42/2004. Ai sensi dell’art. 21, gli interventi che riguardano tali beni possono richiedere l’autorizzazione della Soprintendenza: è quindi importante descrivere con chiarezza lo stato dei luoghi, le opere previste, le tecniche e i materiali impiegati, motivando le scelte e valutandone la compatibilità con il bene. Questa guida accompagna nella redazione di un elaborato completo e comprensibile, utile a supportare l’istruttoria e a favorire la tutela e la conservazione del patrimonio culturale.
Come scrivere una relazione descrittiva interventi art 21 D.lgs 42/2004
La relazione descrittiva per interventi ai sensi dell’articolo 21 del D.lgs. 42/2004 deve spiegare con chiarezza che cosa si intende fare su un bene culturale, in quale stato si trova il bene, quali effetti potranno avere le opere e con quali accorgimenti si intende proteggerlo. Non è una semplice descrizione edilizia né una dichiarazione generica di compatibilità: è il documento che consente alla Soprintendenza competente di valutare l’intervento e, se del caso, di autorizzarlo o di stabilire prescrizioni. L’articolo 21, comma 4, assoggetta ad autorizzazione l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali; il comma 5 prevede che l’autorizzazione sia richiesta sulla base di un progetto o, quando sia sufficiente, di una descrizione tecnica dell’intervento. La scelta tra i due dipende dalla natura e dalla complessità delle opere e va verificata con l’ufficio competente.
La relazione dovrebbe identificare con precisione il bene e la pratica. Occorre indicare il richiedente e il suo titolo rispetto al bene, l’indirizzo o la localizzazione, i dati catastali ove pertinenti, la denominazione o la descrizione del bene e gli elementi disponibili sul suo assoggettamento alla tutela. È utile riportare il decreto o il provvedimento di vincolo, se conosciuto, oppure spiegare gli elementi in base ai quali il bene risulta tutelato. Se l’immobile fa parte di un complesso, di un’area o di un contesto storico, la relazione dovrebbe chiarire anche il rapporto tra la porzione interessata dai lavori e il resto del bene. Non basta, per esempio, scrivere “intervento in edificio vincolato”: va precisato quale parte viene interessata e come si inserisce nel complesso.
La descrizione del bene deve essere concreta e riferita alle sue caratteristiche effettive. È opportuno riportarne la funzione, la configurazione, i materiali, le tecniche costruttive, gli elementi di pregio e le trasformazioni riconoscibili. Per un edificio possono essere rilevanti, tra gli altri aspetti, la struttura, le coperture, le facciate, gli apparati decorativi, i serramenti, le finiture e le eventuali stratificazioni storiche. Per un bene mobile, la descrizione può riguardare materiali, dimensioni, tecnica esecutiva, stato delle superfici, componenti e precedenti restauri. Le informazioni devono essere supportate da rilievi e fotografie leggibili, datate e accompagnate da didascalie che indichino con precisione il punto di ripresa o la posizione rappresentata.
Una parte essenziale riguarda lo stato attuale di conservazione. La relazione dovrebbe distinguere i fatti osservati dalle ipotesi: per esempio, descrivere una fessura indicandone posizione, sviluppo e ampiezza, anziché limitarsi a definirla “lesione”; oppure segnalare macchie, distacchi, deformazioni o fenomeni di umidità precisandone estensione e localizzazione. Le cause presunte vanno presentate come tali, salvo che siano state accertate. Se sono necessarie indagini, è meglio specificarne il tipo, la finalità e le modalità previste, evitando di attribuire con certezza un fenomeno a una causa non verificata. Una descrizione accurata dello stato di fatto consente di comprendere perché l’intervento sia necessario e di valutare se le soluzioni proposte siano proporzionate.
La parte progettuale deve illustrare le opere in modo puntuale, seguendo l’ordine con cui si svolgeranno. Per ogni lavorazione è utile precisare dove verrà eseguita, quali materiali o elementi saranno interessati, quali tecniche si intendono adottare, quali attrezzature saranno impiegate e quali parti rimarranno escluse. Formule vaghe come “ripristino delle finiture”, “sistemazione della copertura” o “restauro delle parti ammalorate” non permettono una valutazione adeguata se non sono accompagnate da indicazioni più specifiche. È preferibile descrivere, per esempio, quale finitura verrà rimossa, con quale metodo, fino a quale livello, che cosa verrà conservato e con quali materiali sarà reintegrata la parte mancante.
Quando si interviene su materiali storici, la relazione dovrebbe spiegare le ragioni della scelta dei prodotti e dei metodi, la loro compatibilità con i materiali esistenti e l’estensione effettiva delle sostituzioni o delle integrazioni. Va chiarito se un elemento viene mantenuto, riparato, consolidato, rimosso temporaneamente o sostituito, e perché. Il ricorso alla sostituzione dovrebbe essere motivato con riferimento alle condizioni riscontrate e all’impossibilità o insufficienza di soluzioni conservative meno invasive. Se si prevedono campionature, prove preliminari o saggi, è opportuno indicarne ubicazione e finalità, precisando come gli esiti saranno valutati prima di procedere su superfici più estese.
La relazione deve descrivere anche gli effetti prevedibili sul bene e le misure adottate per contenerli. Non è sufficiente affermare che i lavori “non alterano il valore storico-artistico”: occorre spiegare in che modo si evitano danni ai materiali, perdita di testimonianze, modifiche non necessarie alla configurazione o interferenze con elementi decorativi e strutturali. Vanno considerate, secondo il caso, le vibrazioni, le polveri, l’umidità, le variazioni di temperatura, l’impiego di acqua o solventi, i carichi temporanei, le modalità di accesso al cantiere e la protezione delle parti non interessate. Se sono previste rimozioni temporanee, occorre descrivere identificazione, documentazione, movimentazione, deposito e ricollocazione degli elementi.
È utile chiarire il rapporto tra la relazione e gli elaborati allegati. Le tavole dovrebbero rendere immediatamente riconoscibili lo stato attuale e quello di progetto, con piante, prospetti, sezioni o dettagli adeguati alla natura dell’intervento. Le parti interessate possono essere evidenziate con una grafica coerente, accompagnata da una legenda; eventuali particolari costruttivi dovrebbero mostrare materiali, stratigrafie e modalità di raccordo con le parti esistenti. Le fotografie devono corrispondere alle aree descritte e, se possibile, essere richiamate nel testo. Per interventi che lo richiedono, è opportuno allegare relazioni specialistiche, risultati di indagini, schede dei materiali e dei prodotti, documentazione sullo stato di conservazione e cronoprogramma.
La conclusione dovrebbe riassumere la finalità dell’intervento e motivare la soluzione proposta in rapporto alle condizioni del bene, evidenziando le misure di tutela previste. Deve restare una sintesi tecnica, non una formula di garanzia: la compatibilità va dimostrata attraverso le descrizioni, i disegni e le motivazioni contenute nel documento. Se vi sono alternative progettuali considerate, può essere utile spiegare perché sia stata scelta quella presentata, soprattutto quando comporta rimozioni, sostituzioni o modifiche visibili.
La relazione va firmata dai soggetti richiesti per la pratica e coordinata con gli elaborati progettuali e con la modulistica indicata dalla Soprintendenza competente. L’autorizzazione prevista dall’articolo 21 è distinta dagli eventuali titoli edilizi, paesaggistici o da altri assensi necessari: ottenere un titolo edilizio non sostituisce l’autorizzazione culturale, né viceversa. Poiché l’ufficio può richiedere integrazioni o prescrivere modalità esecutive, è importante che il progetto descriva i lavori con un livello di dettaglio sufficiente a renderli valutabili e che le opere non siano avviate confidando soltanto nell’invio della relazione. Per casi complessi o per interventi su superfici decorate, strutture storiche o beni mobili, la descrizione dovrebbe essere predisposta con il contributo di professionisti dotati delle competenze specialistiche appropriate.
Modello relazione descrittiva interventi art 21 D.lgs 42/2004
RELAZIONE DESCRITTIVA DEGLI INTERVENTI
AI SENSI DELL’ART. 21 DEL D.LGS. 22 GENNAIO 2004, N. 42
ALLA SOPRINTENDENZA
Denominazione dell’ufficio competente: _______________
Indirizzo: _______________
PEC: _______________
1. SOGGETTO RICHIEDENTE
Il/La sottoscritto/a _______________, nato/a a _______________ il _______________, codice fiscale _______________, residente/con sede in _______________, via/piazza _______________, n. _______________, telefono _______________, e-mail/PEC _______________,
in qualità di:
☐ proprietario/a
☐ possessore/trice
☐ detentore/trice
☐ legale rappresentante di _______________
☐ delegato/a da _______________
☐ altro: _______________
CHIEDE
l’autorizzazione all’esecuzione degli interventi descritti nella presente relazione, ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42.
2. IDENTIFICAZIONE DEL BENE
Tipologia del bene: _______________
Denominazione del bene: _______________
Indirizzo/località: _______________
Comune: _______________
Provincia: _______________
Dati catastali: foglio _______________ particella _______________ subalterno _______________
Proprietà: _______________
Uso attuale: _______________
Uso previsto, se diverso: _______________
Il bene è:
☐ immobile
☐ mobile
☐ complesso/area
☐ altro: _______________
Estremi del provvedimento di tutela o della dichiarazione di interesse culturale: _______________
Data del provvedimento: _______________
Autorità emanante: _______________
Ulteriori riferimenti alla tutela: _______________
3. PROFESSIONISTA INCARICATO
Progettista/responsabile della relazione: _______________
Qualifica professionale: _______________
Ordine/Collegio e numero di iscrizione: _______________
Codice fiscale: _______________
Indirizzo professionale: _______________
Telefono: _______________
E-mail/PEC: _______________
Altri professionisti coinvolti e rispettivi incarichi: _______________
4. DESCRIZIONE DEL BENE E INQUADRAMENTO STORICO-ARTISTICO
Descrizione generale del bene: _______________
Inquadramento storico e cronologico: _______________
Caratteristiche architettoniche, artistiche, costruttive o materiche: _______________
Elementi di particolare interesse culturale: _______________
Trasformazioni e interventi precedenti, per quanto documentati: _______________
Fonti documentarie e bibliografiche consultate: _______________
5. STATO DI CONSERVAZIONE
Descrizione dello stato attuale del bene: _______________
Degrado o alterazioni riscontrati: _______________
Cause e fattori di degrado individuati: _______________
Indagini, saggi o verifiche eseguiti: _______________
Esiti delle indagini: _______________
Documentazione fotografica e grafica allegata: _______________
6. DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI PROPOSTI
Finalità dell’intervento: _______________
Descrizione complessiva delle opere: _______________
Parti del bene interessate: _______________
Operazioni previste, con indicazione delle modalità esecutive:
1. _______________
2. _______________
3. _______________
4. _______________
5. _______________
Opere provvisionali e misure di protezione: _______________
Eventuali rimozioni, sostituzioni, demolizioni o movimentazioni: _______________
Eventuali scavi o opere con possibile interessamento del sottosuolo: _______________
7. MATERIALI, PRODOTTI E TECNICHE
Materiali e prodotti previsti: _______________
Caratteristiche e composizione: _______________
Tecniche di applicazione e modalità d’uso: _______________
Criteri di compatibilità con i materiali e le tecniche originarie: _______________
Campioni, prove preliminari o aree di test previsti: _______________
Eventuali schede tecniche e di sicurezza allegate: _______________
8. CRITERI E COMPATIBILITÀ DELL’INTERVENTO
Criteri di conservazione adottati: _______________
Compatibilità dell’intervento con il valore storico, artistico, architettonico o culturale del bene: _______________
Misure previste per limitare la perdita di materia e le modifiche agli elementi originali: _______________
Modalità di documentazione delle fasi di lavoro: _______________
Interventi alternativi valutati e motivi della scelta: _______________
9. TEMPI E MODALITÀ DI ESECUZIONE
Durata prevista dei lavori: _______________
Data prevista di inizio: _______________
Data prevista di conclusione: _______________
Fasi operative: _______________
Impresa esecutrice: _______________
Responsabile tecnico dell’impresa: _______________
Restauratore/i coinvolto/i, con qualifica e settore di competenza: _______________
Direzione dei lavori: _______________
Coordinamento della sicurezza, se previsto: _______________
10. MANUTENZIONE E CONSERVAZIONE SUCCESSIVA
Interventi di manutenzione previsti: _______________
Periodicità dei controlli: _______________
Modalità di monitoraggio del bene: _______________
Soggetto responsabile della manutenzione: _______________
11. DOCUMENTAZIONE ALLEGATA
☐ documentazione fotografica
☐ elaborati grafici dello stato attuale
☐ elaborati grafici di progetto
☐ relazione storico-artistica
☐ relazione specialistica
☐ esiti di indagini diagnostiche
☐ computo metrico estimativo
☐ cronoprogramma
☐ schede tecniche e di sicurezza dei materiali
☐ documentazione catastale
☐ provvedimento di tutela
☐ delega o documentazione comprovante il titolo del richiedente
☐ altro: _______________
Elenco dettagliato degli allegati: _______________
12. DICHIARAZIONE
Il/La sottoscritto/a dichiara che i dati e le informazioni riportati nella presente relazione corrispondono a quanto a propria conoscenza e che gli interventi saranno eseguiti in conformità agli elaborati presentati e alle prescrizioni impartite dall’Amministrazione competente.
Il/La sottoscritto/a si impegna a non avviare gli interventi soggetti ad autorizzazione prima del rilascio della stessa.
Luogo: _______________
Data: _______________
Firma del/della richiedente: _______________
Firma del/della professionista incaricato/a: _______________