Modello relazione art. 129 legge fallimentare​

La relazione prevista dall’art. 129 della legge fallimentare rappresenta uno strumento cruciale: documenta gli accertamenti svolti, illustra lo stato del patrimonio e fornisce al giudice e alle parti utili elementi di valutazione sulle cause e sulle prospettive della procedura. Questa guida si propone di accompagnare il redattore passo dopo passo, con criteri pratici per strutturare il contenuto, selezionare le evidenze rilevanti e rispettare le formalità procedurali, mantenendo rigore tecnico e chiarezza espositiva. Troverete indicazioni su come sintetizzare i fatti principali, organizzare dati contabili e inventariali, argomentare le conclusioni sull’origine del dissesto e proporre eventuali misure operative, oltre a suggerimenti su linguaggio, documentazione da allegare e controlli di qualità prima della trasmissione. L’obiettivo è fornire uno schema ripetibile e adattabile alle diverse complessità, così da produrre una relazione che sia utile al decisore e solida dal punto di vista probatorio.

Come scrivere una relazione art. 129 legge fallimentare​

La relazione richiesta ai sensi dell’art. 129 deve essere concepita come un atto tecnico‑giuridico che offra al giudice e alle altre parti una ricostruzione chiara, completa e verificabile della situazione dell’imprenditore o dell’impresa fallita, accompagnata da un’analisi motivata e da proposte operative quando appropriate. È dunque opportuno aprire il documento con una breve indicazione del procedimento a cui la relazione si riferisce, del soggetto che redige la relazione e della qualifica in cui agisce, specificando la data di riferimento dei dati esposti e l’eventuale periodo temporale preso in esame; questa premessa serve a circoscrivere l’oggetto dell’indagine e ad evitare equivoci sulle fonti informative utilizzate.

La fase successiva consiste nella puntuale acquisizione e nella sistematica verifica dei documenti rilevanti: scritture contabili, bilanci, libro giornale, estratti conto bancari, contratti in essere, documentazione fiscale e previdenziale, inventari, atti societari, documentazione relativa a immobili e beni mobili registrati, pratiche giudiziarie pendenti e comunicazioni con creditori o terzi. Ogni affermazione numerica o fattuale contenuta nella relazione deve poter essere ricondotta a una o più evidenze documentali, segnalandone la collocazione negli allegati e, quando opportuno, accompagnandola da una sintetica spiegazione metodologica su come sono stati elaborati i prospetti contabili riportati.

Nella ricostruzione cronologica vanno descritte le tappe significative che hanno condotto alla situazione di crisi: l’evoluzione economico‑finanziaria dell’impresa, gli eventi straordinari intervenuti, le cause più probabili del dissesto e gli eventuali comportamenti degli amministratori o dei creditori che abbiano avuto rilievo per la massa. Questa parte deve mantenere un tono neutrale e documentale, evitando giudizi sommari quando mancano elementi probatori; ove emergano rilievi critici che possano assumere rilievo penale o disciplinare, è opportuno segnalarli con precisione circostanziata e indicare se si ritiene necessario un approfondimento istruttorio.

Il cuore tecnico della relazione è costituito dalla valutazione dell’attivo e della passività. È importante distinguere tra beni disponibili, beni gravati da vincoli o contestati, cespiti difficilmente liquidabili e crediti esigibili da crediti incerti, illustrando i criteri di valutazione adottati e i margini di approssimazione. Per la passività occorre ricostruire l’elenco dei creditori con l’indicazione delle poste principali e delle garanzie esistenti, nonché chiarire la situazione contributiva e fiscale che può influire sulle priorità di soddisfo. Quando la relazione include prospetti economico‑finanziari o simulazioni di realizzo, è utile accompagnarli da una sintetica spiegazione dei parametri presi in considerazione e delle ipotesi di mercato sottostanti.

La parte valutativa deve poi tradursi in considerazioni operative: bisogna valutare le concrete possibilità di recupero dei crediti e di liquidazione dell’attivo, le opzioni per la conservazione del valore (misure cautelari, contratti di gestione, manutenzione o assicurazione dei beni), le criticità nella gestione del personale e delle forniture, nonché l’impatto di procedure concorrenti o di contenziosi pendenti. Se la norma richiede proposte o pareri su specifiche decisioni (ad esempio sulla proposizione di particolari atti dispositivi), la relazione deve motivare chiaramente i vantaggi e i rischi aderenti a ciascuna alternativa, evidenziando il profilo temporale e finanziario delle azioni suggerite.

Dal punto di vista formale la relazione deve avere un linguaggio giuridico e tecnico preciso, evitando locuzioni ambigue o iperboliche; ogni affermazione sostanziale dovrebbe essere seguita dall’indicazione della fonte o dell’allegato che la comprova. È fondamentale curare la trasparenza degli allegati, numerandoli e richiamandoli puntualmente nel corpo del testo, così che il lettore possa agevolmente verificare quanto esposto. La conclusione dovrebbe richiamare sinteticamente le osservazioni più rilevanti e, se richiesto, formulare una proposta decisionale o una raccomandazione pratica, specificando la priorità delle azioni consigliate e i tempi stimati per la loro attuazione.

Non va trascurato l’aspetto deontologico e procedurale: il redattore deve dichiarare eventuali conflitti di interesse, osservare doveri di segretezza o riservatezza e rispettare i termini processuali per la presentazione della relazione. Prima del deposito è buona prassi effettuare un controllo formale per verificare coerenza numerica, completezza degli allegati e correttezza delle citazioni normative e giurisprudenziali; se la materia tocca profili specialistici (contabilità internazionale, valutazioni immobiliari complesse, elementi di diritto penale economico) è opportuno avvalersi di perizie o pareri tecnici da allegare alla relazione.

Infine, pur mantenendo il rigore richiesto dalla funzione della relazione, è utile pensare al destinatario principale dell’atto: il giudice o gli organi della procedura che dovranno decidere in condizioni di urgenza e con documentazione spesso molto ampia. Una esposizione chiara, sintetica nelle parti più salienti e documentata negli allegati agevola la comprensione e consente decisioni più rapide e fondate; è pertanto consigliabile privilegiare la chiarezza e la tracciabilità delle fonti rispetto a una eccessiva prolissità. Per ogni dubbio interpretativo sull’effettivo contenuto obbligatorio dell’art. 129 è infine raccomandabile consultare il testo aggiornato della legge, la giurisprudenza più recente e un consulente legale specializzato nella materia fallimentare prima del deposito definitivo.

Modello relazione art. 129 legge fallimentare​

TRIBUNALE DI _______________
Sezione fallimentare

Relazione ex art. 129 r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare)

1. Procedimento
– Procedimento n. _______________
– Curatore fallimentare / Commissario / Giudice delegato: _______________
– Data nomina: _______________

2. Perito / Redattore della relazione
– Cognome e nome: _______________
– Codice fiscale: _______________
– Nato a: _______________ il: _______________
– Residente a: _______________ (indirizzo completo) _______________
– Iscritto all’albo professionale: _______________ al n. _______________
– Eventuali qualifiche o incarichi professionali pertinenti: _______________

3. Oggetto e finalità della relazione
– Oggetto: _______________
– Finalità (es. inventario, valutazione, accertamento stato aziende, ecc.): _______________
– Termine assegnato per la redazione: _______________

4. Documentazione acquisita e visionata
– Elenco documenti ricevuti: _______________
– Documenti esaminati in originale: _______________
– Documenti ricevuti in copia: _______________
– Verbali o atti integrativi consultati: _______________

5. Attività svolte
– Sopralluoghi effettuati in data: _______________ (luogo: _______________)
– Interviste/riscontri effettuati con: _______________
– Procedure e criteri di valutazione adottati: _______________
– Note su eventuali limitazioni all’attività peritale: _______________

6. Descrizione dell’impresa/debitore
– Ragione sociale / Nome: _______________
– Sede legale: _______________
– Natura dell’attività: _______________
– Personale occupato (n. dipendenti): _______________
– Eventuali unità produttive/filiali: _______________

7. Inventario dei beni mobili e beni aziendali
Per ciascun bene o gruppo di beni indicare:
– N. _______________
– Descrizione: _______________
– Ubicazione: _______________
– Quantità: _______________
– Stato di conservazione: _______________
– Documentazione di proprietà o titolo: _______________
– Valore stimato unitario: _______________
– Valore stimato complessivo: _______________
– Note: _______________

(Allegare elenco dettagliato/inventario completo se necessario: _______________)

8. Immobili
Per ciascun immobile indicare:
– N. _______________
– Indirizzo: _______________
– Dati catastali (foglio/particella/subalterno): _______________
– Categoria catastale: _______________
– Rendita catastale: _______________
– Titolo di proprietà/gravami ipotecari: _______________
– Stato di occupazione: _______________
– Valutazione stimata: _______________
– Note: _______________

9. Macchinari, impianti e attrezzature
– Elenco dettagliato/descrizione: _______________
– Stato di funzionamento: _______________
– Valutazione stimata complessiva: _______________

10. Merci e scorte
– Tipologia e descrizione: _______________
– Quantità: _______________
– Ubicazione: _______________
– Valore stimato: _______________
– Modalità di valutazione adottata: _______________

11. Crediti
– Elenco crediti rilevati:
– Creditore/debitori: _______________
– Importo nominale: _______________
– Titolo/documentazione a supporto: _______________
– Probabilità di recupero (stima): _______________
– Eventuali garanzie: _______________

12. Debiti e passività
– Elenco passività rilevate:
– Creditore: _______________
– Importo presunto: _______________
– Natura del credito (privilegiato/chorale/accertato): _______________
– Documentazione: _______________

13. Disponibilità liquide e rapporti bancari
– Istituti di credito: _______________
– Conti correnti (IBAN) e saldo alla data: _______________
– DepositI e titoli liquidi: _______________

14. Gravami, vincoli e contenziosi
– Ipoteche, pignoramenti, sequestri: _______________
– Contenziosi in corso (parti, oggetto, stato procedurale): _______________
– Altri vincoli e limitazioni alla gestione/disponibilità dei beni: _______________

15. Valutazione complessiva
– Valore complessivo dell’attivo (stima): _______________
– Valore complessivo del passivo (stima): _______________
– Margine/insufficienza patrimoniale stimata: _______________
– Metodologie di stima adottate e criteri di valutazione: _______________

16. Conclusioni
– Sintesi delle risultanze principali: _______________
– Eventuali criticità rilevate: _______________
– Raccomandazioni operative (es. vendita, conservazione, manutenzione, perizia specialistica): _______________
– Proposte per la gestione/realizzazione dell’attivo: _______________

17. Elenco degli allegati
– Allegato 1: _______________
– Allegato 2: _______________
– Allegato 3: _______________
– (Altri allegati, specificare): _______________

18. Dichiarazione del perito
– Il sottoscritto dichiara di non trovarsi in conflitto di interessi rispetto all’incarico: _______________
– Eventuali rilievi su incompatibilità o rapporti con le parti: _______________

19. Data e firma
– Luogo: _______________
– Data: _______________
– Firma: _______________

Firma per ricevuta del Curatore / Giudice delegato
– Nome e cognome: _______________
– Data ricezione relazione: _______________
– Firma: _______________

Modello relazione art. 161 legge fallimentare​

La relazione ex art. 161 della legge fallimentare è uno dei documenti cardine della procedura: non un semplice inventario, ma una ricognizione tecnico‑giuridica che illustra in modo organico lo stato dei beni, dei diritti e delle posizioni patrimoniali del fallito, fornendo alla procedura e agli organi giudiziari le basi per le decisioni sulla conservazione, sulla liquidazione e sulla soddisfazione dei creditori. Per questo motivo deve coniugare rigore fattuale, chiarezza espositiva e solida documentazione probatoria.

Nella pratica la relazione, normalmente redatta dal curatore, raccoglie informazioni sul patrimonio mobiliare e immobiliare, sui titoli, sui gravami e sulle azioni di recupero, accompagna le valutazioni di stima e propone le linee operative per la gestione e la liquidazione. Il suo valore dipende tanto dall’accuratezza delle verifiche quanto dalla capacità di sintetizzare le criticità e le opportunità in termini comprensibili per il magistrato delegato e per i creditori.

Questa guida propone un percorso pratico e sistematico per la redazione: richiamerà i riferimenti normativi e di prassi essenziali, fornirà uno schema di contenuti e di struttura, suggerirà criteri di linguaggio, di documentazione e di valutazione economica, e offrirà checklist ed esempi concreti per evitare omissioni frequenti e minimizzare rischi di rilievi formali o sostanziali. L’obiettivo è trasformare un adempimento obbligatorio in uno strumento efficace di trasparenza e tutela delle ragioni creditorie.

Come scrivere una relazione art. 161 legge fallimentare​

La relazione redatta ai sensi dell’art. 161 della legge fallimentare deve combinare rigore tecnico, chiarezza espositiva e piena documentazione probatoria: il suo scopo fondamentale è fornire al giudice delegato e agli interessati un quadro completo e verificabile della situazione dell’attivo e del passivo, delle operazioni compiute dal curatore, delle valutazioni adottate e delle proposte operative per la liquidazione e la distribuzione dell’attivo. Per ottenere questo risultato è importante che il testo sia organizzato in modo logico e percorribile, sempre collegato ai documenti allegati che ne costituiscono l’evidenza, e che mantenga uno stile sobrio, imparziale e giuridicamente fondato, evitando affermazioni generiche non supportate da riferimenti concreti.

L’apertura della relazione dovrebbe contenere una breve presentazione dell’incarico e del contesto procedurale: indicazione del tribunale e del numero della procedura, nominativo del curatore, data della nomina, cenni sull’oggetto dell’impresa o dell’attività esercitata e sulla fase procedimentale in cui la relazione si colloca. In questa parte è utile richiamare le principali attività svolte fin dal momento della nomina, segnalando sin da subito eventuali operazioni di particolare rilievo (sequestri, sospensione dell’attività, trasferimenti patrimoniali, controversie in corso) in modo da orientare il lettore sul filo conduttore della relazione. È opportuno altresì precisare le fonti documentali utilizzate: registri contabili, bilanci, contratti, visure catastali e camerali, perizie tecniche, certificazioni fiscali, atti giudiziari e corrispondenza rilevante.

Nella parte descrittiva dedicata all’attivo occorre fornire un inventario accurato e aggiornato dei beni e dei diritti che costituiscono il patrimonio fallimentare, distinguendo le diverse categorie patrimoniali e spiegando i criteri di classificazione adottati. Per ciascun bene bisogna indicare la natura, la situazione giuridica (gravami, ipoteche, vincoli), la posizione rispetto a terzi e l’eventuale destinazione (ad esempio beni strumentali, crediti, disponibilità liquide, beni immobili). La descrizione deve accompagnarsi alla metodologia di valutazione: motivare la scelta tra valore di mercato, valore di realizzo forzoso, perizia specialistica o altro metodo rilevante; esporre i risultati delle stime e segnalare eventuali elementi di rischio che possono incidere sulla capacità di realizzo, come contestazioni giudiziarie, pendenze amministrative o difficoltà di mercato. Se sono state eseguite perizie, vanno richiamati e allegati i relativi elaborati; se non sono state eseguite, motivare perché non lo si è ritenuto necessario o perché vi siano ostacoli.

La trattazione del passivo deve offrire una rappresentazione altrettanto rigorosa: descrivere le modalità con cui sono state acquisite e istruite le domande di insinuazione al passivo, spiegare i criteri di ammissione, delle esclusioni e delle eventuali riserve, e fornire una valutazione dei crediti privilegiati, chirografari e delle eventuali posizioni concorsuali particolari. È fondamentale chiarire i motivi di eventuali contestazioni di crediti, indicare lo stato delle opposizioni e le prospettive di esito, nonché quantificare gli importi sospesi rispetto all’ammontare complessivo del passivo. Le evidenze documentali (fatture, contratti, sentenze) che supportano la classificazione e le decisioni del curatore devono essere puntualmente richiamate e rese disponibili in allegato, in modo che il giudice e i creditori possano verificare la correttezza dell’istruttoria.

La relazione deve poi rendere conto delle attività gestorie compiute: azioni di recupero crediti, tentativi di recupero di beni, iniziative per la conservazione dell’azienda o per la prosecuzione dell’esercizio, atti di liquidazione posti in essere, contratti stipulati e i risultati economici conseguiti. Per ogni intervento significativo è necessario spiegare la strategia perseguita, i criteri di scelta adottati e gli effetti sul patrimonio fallimentare, allegando la documentazione probatoria. Se sono state avviate o concluse procedure di vendita o aste, occorre descrivere le modalità seguite, i soggetti coinvolti, gli esiti, e, se del caso, motivare la scelta tra vendita in blocco, dismissione separata dei beni o alienazione alla miglior offerta possibile.

La parte analitica della relazione dovrà affrontare le questioni giuridiche e fiscali rilevanti: eventuali azioni revocatorie o revocatorie fallimentari già esperite o da valutare, pendenze civili e tributarie che possano incidere sull’esito della ripartizione, problemi relativi alle garanzie reali, e ogni altra questione che abbia impatto patrimoniale rilevante. È importante fornire una valutazione prudente delle probabilità di successo delle iniziative giudiziarie e dei tempi stimati per il loro possibile esito, segnalando i costi stimabili e i benefici attesi. Anche qui la chiarezza è essenziale: occorre distinguere tra fatti accertati e valutazioni soggettive, presentando le seconde come ipotesi motivate e non come certezze.

Nella fase delle proposte operative, la relazione deve tradurre l’analisi in scelte pratiche: indicare le modalità di liquidazione ritenute più idonee, motivare le priorità di trattamento dell’attivo e le eventuali proposte di piano di riparto o criteri per la predisposizione del progetto di distribuzione. Le proposte devono essere motivate con riferimento alle valutazioni economiche compiute e alle condizioni di mercato, tenendo conto di oneri e spese necessari per la realizzazione. Se la relazione contiene richieste al giudice delegato (per esempio autorizzazioni a compiere determinate azioni, approvazione di vendite o di spese straordinarie), queste devono essere formulate in modo chiaro e corredate della documentazione che dimostri la necessità e l’adeguatezza dell’intervento proposto.

Sul piano formale la relazione deve essere redatta con un linguaggio tecnico ma accessibile, evitando ambiguità, con riferimenti temporali precisi e con rimandi documentali puntuali. È consigliabile strutturarla in paragrafi numerati, in modo che ogni affermazione possa essere agevolmente rintracciata e correlata agli allegati; ogni allegato andrà descritto e richiamato nel testo con riferimenti incrociati. La completezza degli allegati è tanto più cruciale quanto più la relazione incide su scelte dispositive dell’organo giudiziario: inventario finale, stati patrimoniali aggiornati, copie di perizie, verbali di vendita, comunicazioni a creditori e carte relative a contenziosi vanno forniti in copia ordinata. La data e la sottoscrizione del curatore, con indicazione degli estremi di iscrizione all’albo professionale se del caso, concludono il documento.

Infine, non trascurare l’aspetto della responsabilità e della prudenza: ogni proposta deve essere bilanciata rispetto all’obbligo di massima tutela del patrimonio fallimentare e dei diritti dei creditori. Dove sussistano dubbi rilevanti o questioni di particolare complessità tecnica, è opportuno segnalare l’eventuale necessità di acquisire ulteriori accertamenti o perizie specialistiche prima di assumere decisioni vincolanti. Se desideri, posso aiutarti a trasformare queste indicazioni in una bozza concreta adattata al caso specifico, oppure rivedere un testo già redatto per verificarne completezza, chiarezza e coerenza con i requisiti processuali; tieni presente però che quanto qui fornito ha natura orientativa e non sostituisce il parere legale personalizzato.

Modello relazione art. 161 legge fallimentare​

Relazione ai sensi dell’art. 161 della Legge Fallimentare

Tribunale di _______________
Sezione / Ufficio _______________
Procedimento n. _______________
Data _______________

Relatore (Curatore / Commissario / Altro)
Nome e cognome _______________
Codice fiscale / P.IVA _______________
Indirizzo professionale _______________
Telefono / Email _______________

Soggetto dichiarato fallito / Procedura in esame
Denominazione / Ragione sociale _______________
Sede legale _______________
Codice fiscale / P.IVA _______________
Rappresentante legale / Legali rappresentanti _______________

Premessa
Oggetto della presente relazione: _______________

Sintesi dei fatti rilevanti
– Data di apertura della procedura: _______________
– Eventuali eventi e circostanze che hanno determinato la crisi: _______________
– Sintesi delle attività svolte fino alla data della presente relazione: _______________

Situazione patrimoniale e inventario dei beni
– Beni mobili rilevanti (descrizione, ubicazione, stato di conservazione): _______________
– Beni immobili (indirizzo, identificativi catastali, stato di occupazione): _______________
– Rapporti bancari e disponibilità liquide (istituti, saldi alla data _______________): _______________
– Titoli, partecipazioni e altre attività finanziarie: _______________
– Crediti vantati dall’impresa (elenco principali, importi stimati, grado di esigibilità): _______________
– Eventuali beni soggetti a vincoli o ipoteche: _______________

Passivo e situazione creditoria
– Elenco sommario dei creditori (creditore, natura del credito, importo presunto, eventuale titolo): _______________
– Debiti privilegiati e privilegi speciali (specificare): _______________
– Controversie pendenti con rilevanza per il passivo (descrizione, stato processuale): _______________

Atti e procedure in corso
– Procedimenti esecutivi in corso (descrizione, stato, dati rilevanti): _______________
– Azioni cautelari o conservatorie assunte o subite: _______________
– Contratti in corso di esecuzione (fornitori, locazioni, appalti, ecc.): _______________
– Rapporti di lavoro e dipendenti (numero, stato dei rapporti, eventuali procedure di licenziamento o CIG): _______________

Gestione della massa fallimentare / attività del curatore (o commissario)
– Attività già svolte (inventario, verifiche, contatti con creditori, ecc.): _______________
– Misure adottate per la conservazione e valorizzazione del patrimonio: _______________
– Eventuali vendite o cessioni effettuate e relativo ricavato: _______________
– Esiti delle indagini economico-patrimoniali effettuate: _______________

Valutazioni e rilievi (ai sensi dell’art. 161)
– Stato di conservazione e proponibilità delle azioni di recupero crediti: _______________
– Eventuali cause ostative alla liquidazione o alla continuazione di attività: _______________
– Rischi e criticità maggiori individuati: _______________
– Eventuali elementi di rilevanza penale o civile da segnalare al competente Autorità (solo se rilevanti): _______________

Proposte e progetti per la gestione successiva della procedura
– Proposte operative (alienazioni, liquidazioni, prosecuzione di contratti, concordato preventivo, ecc.): _______________
– Tempistiche previste per le principali azioni proposte: _______________
– Risorse necessarie e proposte per la copertura dei costi della procedura: _______________

Documentazione allegata (elenco)
1) _______________
2) _______________
3) _______________
(aggiungere ulteriori voci se necessario) _______________

Dichiarazione finale
Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente relazione corrispondono a verità, per quanto a conoscenza e secondo le indagini effettuate fino alla data indicata.

Luogo _______________
Data _______________

Firma _______________

Modello relazione art. 2381 cc

La relazione ex art. 2381 c.c. è un adempimento che richiede rigore giuridico e chiarezza espositiva: non è solo un obbligo formale, ma uno strumento di trasparenza verso l’assemblea e gli stakeholder. Questa guida, pensata per amministratori, segretari societari, consulenti e chiunque debba predisporre il documento, spiega passo dopo passo come tradurre requisiti normativi e prassi di governance in un testo efficace e comprensibile. Troverai indicazioni sul quadro normativo di riferimento, sui contenuti essenziali da includere, su criteri di struttura e stile, oltre a suggerimenti pratici per evitare errori ricorrenti e per adattare la relazione alle dimensioni e alle caratteristiche della società. Lo scopo è offrire uno strumento operativo: modelli, check‑list e esempi ti permetteranno di redigere una relazione conforme, coerente e utile per chi deve assumerne decisioni.

Come scrivere una relazione art. 2381 cc

Posso farlo volentieri, ma prima di procedere ho bisogno di un chiarimento: per “relazione art. 2381 c.c.” intendi la relazione che gli amministratori redigono ai sensi dell’articolo 2381 del codice civile (relativa alla determinazione del compenso degli amministratori, alla responsabilità o ad altra specifica previsione), oppure ti riferisci a una relazione di altro organo societario collegata a quell’articolo? Inoltre, la relazione è destinata a una società per azioni o a un altro tipo di società, deve avere carattere tecnico‑legale oppure vuoi un testo più divulgativo e narrativo? Dimmi anche se desideri un modello completo da adattare o solo le regole e i consigli di scrittura: così posso fornirti una guida dettagliata e un esempio concreto corrispondente alle tue esigenze.

Modello relazione art. 2381 cc

Relazione agli Azionisti ai sensi dell’art. 2381 c.c.

Società: __________________________________________________________
Sede legale: _____________________________________________________
Capitale sociale: __________________________________________________
Registro Imprese / REA n.: _________________________________________
Codice fiscale / P.IVA: ___________________________________________

Assemblea convocata per il giorno: _______________ alle ore _______________
Luogo dell’assemblea: __________________________________________________

Oggetto della relazione (ai sensi dell’art. 2381 c.c.):
______________________________________________________________________
______________________________________________________________________

Premessa
La presente relazione è redatta in vista dell’assemblea suindicata e riguarda la seguente materia all’ordine del giorno: _______________
Scopo della relazione: ______________________________________________________________________

Proposte sottoposte all’assemblea
Testo delle proposte di deliberazione da porre in votazione:
1) ____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
2) ____________________________________________________________________
____________________________________________________________________

Candidati proposti per la carica di amministratore (se applicabile)
Per ciascun candidato si riportano i dati e le informazioni richieste:

Candidato n. 1
– Nome e cognome: ____________________________________________________
– Luogo e data di nascita: _____________________________________________
– Residenza: _________________________________________________________
– Codice fiscale: ____________________________________________________
– Titolo di studio: ___________________________________________________
– Professione / Qualifica: _____________________________________________
– Curriculum sintetico (esperienze professionali rilevanti): _______________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
– Incarichi attualmente ricoperti in altre società (indicando ragione sociale, carica, durata):
____________________________________________________________________
– Dichiarazione di indipendenza (se prevista): ___________________________
– Eventuali rapporti con la Società o parti correlate: _____________________
____________________________________________________________________
– Eventuali cause di ineleggibilità o incompatibilità: ____________________
____________________________________________________________________
– Disponibilità ad assumere l’incarico e ad accettarne i relativi obblighi: __
– Durata dell’incarico proposta (es. esercizio/n. anni): ___________________
– Remunerazione proposta per il candidato: _____________________________

Candidato n. 2
– Nome e cognome: ____________________________________________________
– Luogo e data di nascita: _____________________________________________
– Residenza: _________________________________________________________
– Codice fiscale: ____________________________________________________
– Titolo di studio: ___________________________________________________
– Professione / Qualifica: _____________________________________________
– Curriculum sintetico (esperienze professionali rilevanti): _______________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
– Incarichi attualmente ricoperti in altre società (indicando ragione sociale, carica, durata):
____________________________________________________________________
– Dichiarazione di indipendenza (se prevista): ___________________________
– Eventuali rapporti con la Società o parti correlate: _____________________
____________________________________________________________________
– Eventuali cause di ineleggibilità o incompatibilità: ____________________
____________________________________________________________________
– Disponibilità ad assumere l’incarico e ad accettarne i relativi obblighi: __
– Durata dell’incarico proposta (es. esercizio/n. anni): ___________________
– Remunerazione proposta per il candidato: _____________________________

(Allegare ulteriori schede per altri candidati, se presenti)

Valutazioni del Consiglio (sintesi)
– Requisiti professionali e competenze ritenute necessarie per l’incarico: __
____________________________________________________________________
– Confronto tra i profili dei candidati e i requisiti richiesti: ___________
____________________________________________________________________
– Motivazioni della proposta di nomina (inclusi benefici attesi per la Società):
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________

Proposte relative alla remunerazione degli amministratori (se previste)
– Modalità di determinazione del compenso: _____________________________
____________________________________________________________________
– Proposta di ammontare complessivo o singolo (specificare periodi/condizioni):
____________________________________________________________________
– Eventuali componenti variabili, incentivi o piani a lungo termine: _________
____________________________________________________________________

Documentazione allegata
– Curriculum vitae dei candidati: __________________________________________________
– Dichiarazioni di accettazione dell’incarico e di insussistenza di cause di ineleggibilità: _______________
– Altri documenti rilevanti (specificare): _________________________________________

Proposta di deliberazione (testo da sottoporre all’assemblea)
1) Delibera di nomina:
“L’assemblea nomina quale membro del Consiglio di Amministrazione (o Amministratore Unico) il Sig./la Sig.ra _______________, per la durata di _______________ e con decorrenza dal _______________.”
____________________________________________________________________
2) Delibera sulla remunerazione:
“L’assemblea approva la proposta di remunerazione per gli amministratori come segue: _______________.”
____________________________________________________________________

Data: _______________
Luogo: _______________

Per il Consiglio di Amministrazione / Amministratore proponente:
Nome e cognome: _______________________________________________________
Carica: _______________________________________________________________
Firma: _______________________________________________________________

Modello relazione art. 34 codice dei contratti​

La relazione prevista dall’art. 34 del Codice dei contratti rappresenta il documento chiave che motiva e giustifica scelte tecniche, economiche e procedurali nell’ambito della progettazione e dell’affidamento di lavori, servizi e forniture. In questa guida troverai un percorso pratico e operativo per redigere una relazione chiara, conforme e facilmente verificabile: come individuare gli elementi essenziali da inserire, come argomentare le scelte sulla base di norme, criteri e dati, e come strutturare il testo per agevolare la lettura da parte degli uffici di controllo e delle stazioni appaltanti.

L’approccio proposto privilegia la sintesi documentata, la tracciabilità delle fonti e la valutazione dei rischi, con esempi concreti, checklist e modelli adattabili ai diversi contesti professionali. L’obiettivo è fornire uno strumento che unisca rigore giuridico e praticità operativa, permettendo a funzionari, progettisti e operatori economici di produrre relazioni puntuali, persuasive e conformi ai requisiti normativi.

Come scrivere una relazione art. 34 codice dei contratti​

La relazione prevista dall’art. 34 del Codice dei contratti va affrontata come un documento tecnico-giuridico che deve giustificare, motivare e rendicontare in maniera completa e lineare ogni scelta compiuta dalla stazione appaltante: la sua funzione non è solo informativa, ma anche probatoria e difensiva rispetto a eventuali contestazioni. Per questo motivo l’impostazione deve coniugare rigore giuridico, chiarezza espositiva e completezza fattuale. In apertura è opportuno inquadrare brevemente il contesto e l’oggetto dell’intervento, indicando con precisione l’amministrazione proponente, il progetto o la fornitura/servizio/insieme di lavori interessato, la normativa di riferimento e il richiamo esplicito all’articolo del Codice che legittima la redazione della relazione; vanno riportati i riferimenti temporali e i numeri di protocollo pertinenti per garantire la tracciabilità documentale. Nel corpo della relazione si deve spiegare il presupposto di necessità dell’affidamento, esponendo i fatti che hanno determinato l’esigenza (vincoli normativi, condizioni tecniche, scadenze, urgenze) e le valutazioni preliminari svolte dalla stazione appaltante: la rilevazione del fabbisogno, le verifiche sul mercato di riferimento, gli esiti di eventuali indagini conoscitive o consultazioni informali con operatori economici, e la valutazione della compatibilità con gli strumenti di pianificazione e con il finanziamento disponibile.

La relazione deve quindi passare alla motivazione della scelta del tipo di procedura e del criterio di aggiudicazione, esplicitando i presupposti giuridici e i parametri oggettivi adottati. È necessario argomentare perché si è scelto un affidamento diretto, una procedura negoziata, una gara aperta o ristretta, oppure l’applicazione di specifiche normative eccezionali; qualora si ricorra a deroghe o a strumenti semplificati occorre indicare il richiamo normativo e le condizioni che ne consentono l’uso, motivando perché ricorrono nel caso concreto. La quantificazione economica deve essere puntuale: va indicata la stima del valore contrattuale con metodologia di calcolo chiara, la presenza o meno di oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, l’eventuale importo a base d’asta e la previsione di eventuali varianti e imprevisti. Devono inoltre essere riportate le modalità di finanziamento, con l’indicazione delle fonti di bilancio, degli accantonamenti o dei vincoli finanziari, e la verifica che il capitolo di spesa sia disponibile.

Nella parte tecnica si descrive il contenuto dell’appalto in termini misurabili e verificabili: caratteristiche essenziali dei beni, servizi o lavori, requisiti di qualità, prestazioni attese, tempi di esecuzione e criteri di collaudo o accettazione. È utile dettagliare le prestazioni accessorie e le obbligazioni a carico dell’aggiudicatario, oltre agli oneri ambientali, di sicurezza e di tutela dei dati che devono essere rispettati. Se rilevante, dev’essere inserita un’analisi comparativa delle alternative considerate, spiegando perché le soluzioni scartate non risultano idonee, e fornendo elementi di valutazione economica e tecnico-funzionale che giustifichino la soluzione prescelta. Non vanno trascurati gli aspetti relativi alla concorrenza e all’antitrust: la relazione deve chiarire le misure adottate per garantire la più ampia partecipazione possibile degli operatori economici, evitare artificiosi frazionamenti di appalto e prevenire conflitti di interesse, indicando eventuali criteri di selezione o capacità tecnica e finanziaria richiesti.

È imprescindibile dedicare un passaggio alle valutazioni del rischio e alle misure di mitigazione, sia sotto il profilo economico-finanziario che sotto quello operativo e di conformità normativa. Per i contratti di lavori o per servizi a elevata complessità tecnica, la relazione dovrebbe contenere una valutazione delle criticità esecutive, degli impatti temporali e delle garanzie richieste all’operatore economico, nonché l’impatto su terzi e sull’ambiente, con riferimento alle normative ambientali e urbanistiche vigenti. Dal punto di vista procedurale, vanno dettagliate le fasi previste per la procedura di gara, termini, modalità di pubblicazione, forme di comunicazione con gli operatori e modalità di valutazione delle offerte; se sono previsti subappalti o avvalimenti occorre indicare i limiti e le condizioni. La relazione deve infine concludere con una sintesi motivata che ricolleghi i punti tecnici, economici e giuridici, dichiarando che le scelte rispettano la normativa vigente e che sono motivate da ragioni di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza.

Sul piano formale lo stile deve essere chiaro, sobrio e documentato: usare un linguaggio tecnico ma accessibile, evitare affermazioni vaghe e formulazioni valutative non supportate da dati, inserire sempre i riferimenti normativi e, quando si citano cifre o tempistiche, indicare le fonti o i documenti di supporto. È fondamentale allegare alla relazione tutti gli atti e gli elaborati che la supportano: preventivi, perizie, pareri tecnici e legali, certificazioni di copertura finanziaria, verbali di consultazione, schemi contrattuali, e ogni altro elemento utile alla verifica da parte degli organi di controllo o di eventuali ricorrenti. La sottoscrizione della relazione da parte del responsabile del procedimento e, se previsto, del dirigente competente o del legale rappresentante dell’ente, con l’indicazione della data e della qualifica, completa il documento e ne attesta la responsabilità. Infine, è buona prassi prevedere un indice dei documenti allegati e, se la materia è particolarmente complessa, accompagnare la relazione con una breve executive summary che agevoli la comprensione rapida dei punti salienti senza sostituire la completezza del testo principale.

Modello relazione art. 34 codice dei contratti​

Relazione ai sensi dell’art. 34 del Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 50/2016)

1. Stazione appaltante
Denominazione: _______________
Sede legale: _______________
Codice fiscale / Partita IVA: _______________
Ufficio competente: _______________
Responsabile del procedimento (nome e ruolo): _______________
Recapiti (telefono / e-mail): _______________

2. Riferimenti normativi
Norma di riferimento: _______________
Eventuali ulteriori riferimenti normativi e regolamentari: _______________

3. Oggetto della procedura
Titolo/Denominazione dell’appalto: _______________
Tipologia dell’intervento/servizio/fornitura: _______________
Breve descrizione dell’oggetto: _______________
Classifica e categoria (se applicabile): _______________

4. Finalità e motivazione della scelta di avviare la procedura
Finalità dell’intervento: _______________
Motivazioni di interesse pubblico: _______________
Eventuali alternative valutate e motivazione della scelta: _______________

5. Analisi della domanda e del mercato
Analisi preliminare del mercato di riferimento: _______________
Verifica della disponibilità di operatori economici qualificati: _______________
Risultati di indagini di mercato, consultazioni preliminari, richieste di informazioni: _______________

6. Modalità di affidamento e criterio di aggiudicazione
Procedura scelta (es. procedura aperta, ristretta, negoziata, etc.): _______________
Motivazione della scelta della procedura: _______________
Criterio di aggiudicazione (es. offerta economicamente più vantaggiosa, prezzo più basso): _______________
Sottocriteri e relativo punteggio/ponderazione (se applicabile): _______________

7. Importo stimato e quadro economico
Importo complessivo stimato dell’appalto (IVA esclusa/inclusa): _______________
Suddivisione in categorie di spesa (lavori/servizi/forniture, progettazione, OS, oneri sicurezza, ecc.): _______________
Fonti di finanziamento (capitoli di bilancio, stanziamenti, eventuali finanziamenti esterni): _______________
Eventuali economie o varianti previste: _______________

8. Requisiti di partecipazione e capacità richiesti
Requisiti soggettivi e cauzionali (iscrizione albo, assenza cause di esclusione, ecc.): _______________
Requisiti tecnici e professionali (esperienze minime, certificazioni, referenze): _______________
Requisiti finanziari (fatturato minimo, affidabilità economico-finanziaria): _______________
Eventuali subappalti consentiti e condizioni: _______________

9. Specifiche tecniche e livelli essenziali di prestazione
Descrizione tecnica dettagliata delle prestazioni richieste: _______________
Standard qualitativi e livelli di servizio attesi: _______________
Modalità di esecuzione e controlli di conformità: _______________

10. Tempi e modalità di esecuzione
Termine di esecuzione / durata del contratto: _______________
Modalità e tempi di consegna/esecuzione parziale (se previsti): _______________
Penali per ritardo e condizioni di principio: _______________

11. Valutazione dei rischi e misure compensative
Principali rischi connessi all’esecuzione dell’appalto: _______________
Misure preventive e mitigative previste: _______________
Responsabilità in materia di sicurezza e coordinamento: _______________

12. Compatibilità con pianificazione e programmazione
Inquadramento nell’atto di programmazione dell’ente: _______________
Compatibilità con vincoli urbanistici, ambientali, paesaggistici e di bilancio: _______________
Eventuali autorizzazioni necessarie e stato dell’iter autorizzativo: _______________

13. Valutazione economica e confronto costi-benefici
Criteri adottati per la determinazione del costo stimato: _______________
Analisi costi-benefici / economicità dell’intervento: _______________
Elemento di convenienza per l’amministrazione: _______________

14. Elementi relativi a sostenibilità e innovazione
Aspetti ambientali e di sostenibilità considerati: _______________
Soluzioni innovative previste: _______________
Misure per favorire la partecipazione di PMI e criteri di premialità sociale: _______________

15. Elementi relativi a trasparenza e anticorruzione
Misure previste per garantire trasparenza e prevenzione della corruzione: _______________
Modalità di pubblicazione dei documenti e comunicazioni agli operatori economici: _______________

16. Cronoprogramma della procedura
Fasi principali e relative tempistiche previste (es. pubblicazione bando, scadenza offerte, valutazione, aggiudicazione, stipula): _______________

17. Responsabile del procedimento e struttura competente
Nome e ruolo del responsabile del procedimento: _______________
Ufficio e struttura responsabile dell’esecuzione contrattuale: _______________

18. Allegati alla relazione
Elenco degli allegati (capitolato, schema di contratto, quadro economico dettagliato, indagini di mercato, pareri, nulla osta, ecc.): _______________

19. Dichiarazione finale
La presente relazione è redatta ai fini dell’adozione della decisione di avviare la procedura di affidamento sopra descritta e contiene gli elementi richiesti dall’art. 34 del Codice dei Contratti. Ulteriori informazioni e documenti sono disponibili presso l’ufficio competente indicato.

Data: _______________
Firma del Responsabile del Procedimento: _______________

Modello relazione art. 55 demanio marittimo​

La relazione prevista dall’art. 55 in materia di demanio marittimo è lo strumento attraverso il quale si spiegano, dimostrano e giustificano scelte tecniche, vincoli giuridici e impatti ambientali relativi all’occupazione o all’intervento su aree costiere. Redigerla in modo corretto non significa solo compilare una pratica amministrativa, ma costruire un documento chiaro, verificabile e capace di sostenere la posizione del proponente davanti agli enti competenti.

Questa breve guida offre un percorso pratico e operativo: stabilisce gli elementi necessari (quadro normativo, dati catastali e cartografici, rilievi tecnici, analisi di impatto, misure di mitigazione), suggerisce la struttura ideale del testo (sommario esecutivo, descrizione, valutazioni tecniche, conclusioni e allegati) e indica stile e linguaggio più efficaci per comunicare con la pubblica amministrazione. Particolare attenzione è dedicata alla documentazione probatoria (planimetrie, foto georeferenziate, calcoli idraulici) e agli errori ricorrenti da evitare.

L’obiettivo è fornire uno strumento che renda la relazione non solo completa e conforme, ma anche facilmente leggibile e difendibile, riducendo tempi di istruttoria e rischi di rilievi formali.

Come scrivere una relazione art. 55 demanio marittimo​

Per redigere una relazione ai sensi dell’art. 55 relativa al demanio marittimo è necessario procedere con ordine logico, rigore tecnico e chiarezza giuridica, ponendo sempre come obiettivo principale la dimostrazione della conformità dell’intervento o della richiesta alle norme vigenti, alla tutela dell’interesse pubblico e alle esigenze di sicurezza, tutela ambientale e fruibilità. L’introduzione deve identificare con precisione il soggetto proponente, eventuali titolari di concessione o parti interessate, i riferimenti dell’istanza (protocollo o numero di concessione, data, ente a cui si presenta) e una sintetica esposizione dell’oggetto della relazione: natura dell’intervento (nuova concessione, rinnovo, variazione, lavori manutentivi, opere fisse o mobili), ubicazione catastale e riferimenti demaniali e cartografici. È importante indicare con coordinate geografiche espresse in un sistema di riferimento riconosciuto (ad esempio WGS84 ed eventuale proiezione nazionale richiesta dall’ente), allegando la planimetria georeferenziata e la copia della concessione o del titolo abilitativo preesistente.

La descrizione dello stato di fatto deve essere accurata e supportata da rilievi aggiornati: fotografie datate, rilievo planimetrico e altimetrico, batimetrie se pertinenti, caratterizzazione morfologica della costa e del fondale, e documentazione dello stato degli eventuali manufatti esistenti. Quando sono previste opere che incidono sulla linea di costa o sul fondale, la relazione deve spiegare in termini tecnici i metodi di rilievo adottati, la strumentazione utilizzata e la data dei rilevamenti, chiarendo la precisione e i limiti dei dati. Deve seguire una descrizione dettagliata dell’intervento proposto con piante, prospetti, sezioni in scala adeguata, specifiche tecniche dei materiali e criteri costruttivi. Vanno riportati i volumi, le superfici occupate, l’ingombro al mare e a terra, le quote e i dettagli costruttivi che possano consentire all’Amministrazione di valutare l’impatto fisico e l’eventuale porzione di demanio interessata.

La parte tecnico-normativa deve collegare espressamente ogni elemento dell’intervento alle norme di riferimento: disciplina demaniale, pianificazione costiera regionale e comunale, vincoli paesaggistici e ambientali, normative sulla sicurezza e sui lavori in mare, nonché eventuali prescrizioni della precedente concessione. È utile richiamare i provvedimenti e le norme applicabili, indicando come l’intervento li rispetti o quali deroghe motivatamente si richiedono, motivando ogni scelta con argomentazioni tecniche e giuridiche. Occorre inoltre valutare interferenze con aree vincolate o siti di interesse comunitario (SIC/SPA) e descrivere gli adempimenti svolti o programmati ai fini valutazioni di incidenza o VIA, se richieste.

La valutazione degli impatti ambientali e morfologici deve essere motivata e supportata da studi specifici quando l’intervento lo richiede: analisi degli effetti su dinamica litoranea, trasporto solido, erosione, deposizione, qualità delle acque, habitat e specie sensibili; simulazioni idrodinamiche o modellistiche ove necessarie; e indicazione delle misure di mitigazione e compensazione previste. È essenziale fornire un piano di monitoraggio post-opera con indicatori misurabili, frequenza dei sopralluoghi, responsabilità del monitoraggio e criteri di intervento correttivo. Vanno altresì esposti i criteri di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché le procedure di sicurezza per la cantierizzazione in mare e per la tutela degli utenti e della navigazione.

Sotto il profilo della tutela della pubblica fruizione e dell’accessibilità, la relazione deve spiegare se e come viene garantito l’uso pubblico delle aree demaniali, come si gestirà l’eventuale limitazione temporanea, quali misure saranno adottate per minimizzare il disagio e come sarà assicurata la sicurezza dei bagnanti e dei diportisti. Se l’intervento prevede installazioni temporanee o stagionali, è opportuno dettagliare il calendario di occupazione, la gestione delle rimozioni e il ripristino dello stato dei luoghi. In caso di opere che comportino occupazione permanente o esclusiva, la relazione deve giustificare la congruità dell’occupazione rispetto all’uso pubblico e alla funzione della costa.

La parte economica-amministrativa deve accompagnare la relazione tecnica: stima dei costi dell’opera, indicazione di eventuali cauzioni, fidejussioni o garanzie richieste dalla normativa demaniale, quadro temporale dei lavori e scadenze salienti. Se l’istanza richiede una concessione o una sua modifica, è necessario allegare il piano economico-finanziario o la modalità di gestione prevista, con evidenza dei mezzi finanziari e delle responsabilità. Gli atti autorizzativi o le attestazioni di conformità urbanistica e paesaggistica necessarie vanno elencate e, quando richieste dal regolamento dell’ente, allegate.

La forma e il linguaggio della relazione devono essere istituzionali, precisi e privi di ambiguità: usare terminologia tecnica coerente, evitare affermazioni generiche prive di riscontro documentale e numerico, e strutturare i contenuti in modo che ogni affermazione sia immediatamente verificabile tramite allegati referenziati. Le conclusioni devono sintetizzare in modo netto la richiesta formulata all’ente, il quadro di conformità normativa raggiunto e le misure di mitigazione e garanzia proposte, esplicitando quali prescrizioni si ritiene possano essere adottate e come si intende darvi attuazione.

Per quanto riguarda gli allegati, devono essere forniti elaborati grafici firmati e timbrati in scala idonea, relazioni specialistica (geologica, idraulica, batimetrica, biologica) sottoscritte dai professionisti abilitati con indicazione dei titoli e dei numeri d’iscrizione all’Albo, certificazioni in materia di sicurezza e di compatibilità paesaggistica ove richieste, foto, estremi catastali e ogni documento che consenta all’ufficio competente di valutare integralmente l’intervento senza richiedere integrazioni non necessarie. Prima della consegna è buona pratica verificare i formati richiesti dall’ente (numero copie cartacee, formato digitale, firma digitale, formato PDF/A), predisporre una copia riepilogativa degli allegati e includere i riferimenti di contatto del tecnico responsabile per eventuali chiarimenti.

Infine, la responsabilità professionale e le dichiarazioni sostitutive devono comparire nella relazione tramite la firma e il timbro del tecnico incaricato, con l’indicazione espressa della responsabilità per i rilievi e le valutazioni svolte, assieme alle eventuali procure o deleghe se la presentazione non è effettuata direttamente dal titolare. Curare la completezza formale e la precisione sostanziale della relazione accelera l’istruttoria e riduce la probabilità di richieste di integrazione da parte dell’Amministrazione, contribuendo a una valutazione efficace e trasparente dell’intervento richiesto sul demanio marittimo.

Modello relazione art. 55 demanio marittimo​

RELAZIONE AI SENSI DELL’ART. 55 DEMANIO MARITTIMO

1. INTESTAZIONE
– Comune: _______________
– Provincia: _______________
– Indirizzo area oggetto della relazione: _______________
– Particelle catastali (se applicabile): _______________
– Coordinate geografiche (lat./long. o UTM): _______________
– Data sopralluogo: _______________

2. SOGGETTI
– Richiedente / Proponente: _______________
– Rappresentante legale / Referente tecnico: _______________
– Recapiti (telefono / email): _______________
– Concessionario attuale (se presente): _______________
– Ufficio istruttore / ente redattore della relazione: _______________

3. OGGETTO DELLA RELAZIONE
– Finalità della relazione (es. istruttoria per concessione, verifica conformità, rinnovo, modifica, accertamento di occupazione): _______________
– Tipologia di utilizzo richiesta / verificata (es. stabilimento balneare, ormeggio, passerella, deposito, diga foranea, struttura stagionale, altro): _______________

4. RIFERIMENTI NORMATIVI E STRUMENTI URBANISTICI
– Normativa nazionale e regionale di riferimento: _______________
– Normativa comunale e pianificazione territoriale vigente: _______________
– Vincoli paesaggistici/ambientali presenti: _______________
– Autorizzazioni/prestazioni eventualmente necessarie (es. Soprintendenza, VIA, VAS, AIA, Capitaneria di Porto, Regione, Comune): _______________

5. DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE FISICA ED ESISTENTE
– Estensione dell’area demaniale interessata (m² o m lineari): _______________
– Caratteristiche morfologiche della costa (arenile, scogliera, barriera, ecc.): _______________
– Stato di fatto delle opere esistenti (descrizione dettagliata di strutture, materiali, dimensioni, stato conservazione): _______________
– Accessi pubblici e servitù di passaggio presenti: _______________
– Uso prevalente attuale (balneazione, attività diporto, commerciale, deposito, ecc.): _______________
– Periodo di attività (stagionale/annuale): _______________
– Eventuali criticità riscontrate in loco (erosione, accumulo, danni strutturali, intralcio al litorale pubblico): _______________

6. DOCUMENTAZIONE TECNICA E RILIEVI EFFETTUATI
– Planimetria in scala e tavole allegate: _______________
– Sezioni trasversali e profili batimetrici: _______________
– Rilievi topografici e quote rilevate: _______________
– Rilievo fotografico (allegare numerazione e descrizione foto): _______________
– Relazione geologica / geotecnica (se effettuata): _______________
– Relazione di calcolo strutturale (se applicabile): _______________

7. VALUTAZIONE DI COMPATIBILITÀ E IMPATTO
– Valutazione dell’impatto sull’uso pubblico della spiaggia e accessibilità: _______________
– Valutazione dell’impatto ambientale (flora, fauna, habitat protetti): _______________
– Valutazione dell’impatto sulle dinamiche costiere (erosione, trasporto solido): _______________
– Valutazione della sicurezza e conformità alle normative di sicurezza marittima: _______________
– Conformità urbanistica e rispetto dei vincoli (esiti: conforme / non conforme / parzialmente conforme): _______________

8. VERIFICHE AMMINISTRATIVE
– Titoli autorizzativi in essere e riferimenti (n. protocollo, data, ente rilasciante): _______________
– Scadenze e condizioni operative delle concessioni esistenti: _______________
– Eventuali abusi o occupazioni non autorizzate rilevate: _______________
– Provvedimenti amministrativi precedenti (ordinanze, diffide, sanzioni): _______________

9. MISURE PROPOSTE E PRESCRIZIONI
– Interventi manutentivi o di adeguamento raccomandati: _______________
– Misure di mitigazione ambientale richieste: _______________
– Condizioni e prescrizioni tecniche per il rilascio / rinnovo della concessione: _______________
– Eventuali limitazioni temporali o di superficie da imporre: _______________
– Piano di monitoraggio e controllo proposto (misure, tempistiche, responsabili): _______________

10. CONCLUSIONI E PROPOSTA ISTRUTTORIA
– Sintesi conclusiva dello stato di fatto e della compatibilità con la disciplina del demanio marittimo: _______________
– Proposta motivata (es. concessione/deroga/rigetto/integrazione documentale/accertamento di abuso e contestuale provvedimento): _______________
– Eventuali prescrizioni condizionali per esito favorevole: _______________

11. ALLEGATI (elencare e numerare)
– Planimetria generale: _______________
– Tavole catastali e mappali: _______________
– Sezioni e profili batimetrici: _______________
– Relazioni tecniche specialistiche: _______________
– Rilievi fotografici (elenco): _______________
– Copia titoli autorizzativi esistenti: _______________
– Altra documentazione: _______________

12. DICHIARAZIONI FINALI
– Data redazione della relazione: _______________
– Redattore della relazione (nome, qualifica, iscrizione albo professionale se presente): _______________
– Firma del redattore: _______________
– Responsabile del procedimento / Responsabile ufficio: _______________
– Firma del responsabile: _______________

13. NOTE PER LA PROTOCOLLAZIONE
– Numero protocollo assegnato: _______________
– Data protocollo: _______________

Fine della relazione.