La relazione prevista dall’art. 129 della legge fallimentare rappresenta uno strumento cruciale: documenta gli accertamenti svolti, illustra lo stato del patrimonio e fornisce al giudice e alle parti utili elementi di valutazione sulle cause e sulle prospettive della procedura. Questa guida si propone di accompagnare il redattore passo dopo passo, con criteri pratici per strutturare il contenuto, selezionare le evidenze rilevanti e rispettare le formalità procedurali, mantenendo rigore tecnico e chiarezza espositiva. Troverete indicazioni su come sintetizzare i fatti principali, organizzare dati contabili e inventariali, argomentare le conclusioni sull’origine del dissesto e proporre eventuali misure operative, oltre a suggerimenti su linguaggio, documentazione da allegare e controlli di qualità prima della trasmissione. L’obiettivo è fornire uno schema ripetibile e adattabile alle diverse complessità, così da produrre una relazione che sia utile al decisore e solida dal punto di vista probatorio.

Come scrivere una relazione art. 129 legge fallimentare​

La relazione richiesta ai sensi dell’art. 129 deve essere concepita come un atto tecnico‑giuridico che offra al giudice e alle altre parti una ricostruzione chiara, completa e verificabile della situazione dell’imprenditore o dell’impresa fallita, accompagnata da un’analisi motivata e da proposte operative quando appropriate. È dunque opportuno aprire il documento con una breve indicazione del procedimento a cui la relazione si riferisce, del soggetto che redige la relazione e della qualifica in cui agisce, specificando la data di riferimento dei dati esposti e l’eventuale periodo temporale preso in esame; questa premessa serve a circoscrivere l’oggetto dell’indagine e ad evitare equivoci sulle fonti informative utilizzate.

La fase successiva consiste nella puntuale acquisizione e nella sistematica verifica dei documenti rilevanti: scritture contabili, bilanci, libro giornale, estratti conto bancari, contratti in essere, documentazione fiscale e previdenziale, inventari, atti societari, documentazione relativa a immobili e beni mobili registrati, pratiche giudiziarie pendenti e comunicazioni con creditori o terzi. Ogni affermazione numerica o fattuale contenuta nella relazione deve poter essere ricondotta a una o più evidenze documentali, segnalandone la collocazione negli allegati e, quando opportuno, accompagnandola da una sintetica spiegazione metodologica su come sono stati elaborati i prospetti contabili riportati.

Nella ricostruzione cronologica vanno descritte le tappe significative che hanno condotto alla situazione di crisi: l’evoluzione economico‑finanziaria dell’impresa, gli eventi straordinari intervenuti, le cause più probabili del dissesto e gli eventuali comportamenti degli amministratori o dei creditori che abbiano avuto rilievo per la massa. Questa parte deve mantenere un tono neutrale e documentale, evitando giudizi sommari quando mancano elementi probatori; ove emergano rilievi critici che possano assumere rilievo penale o disciplinare, è opportuno segnalarli con precisione circostanziata e indicare se si ritiene necessario un approfondimento istruttorio.

Il cuore tecnico della relazione è costituito dalla valutazione dell’attivo e della passività. È importante distinguere tra beni disponibili, beni gravati da vincoli o contestati, cespiti difficilmente liquidabili e crediti esigibili da crediti incerti, illustrando i criteri di valutazione adottati e i margini di approssimazione. Per la passività occorre ricostruire l’elenco dei creditori con l’indicazione delle poste principali e delle garanzie esistenti, nonché chiarire la situazione contributiva e fiscale che può influire sulle priorità di soddisfo. Quando la relazione include prospetti economico‑finanziari o simulazioni di realizzo, è utile accompagnarli da una sintetica spiegazione dei parametri presi in considerazione e delle ipotesi di mercato sottostanti.

La parte valutativa deve poi tradursi in considerazioni operative: bisogna valutare le concrete possibilità di recupero dei crediti e di liquidazione dell’attivo, le opzioni per la conservazione del valore (misure cautelari, contratti di gestione, manutenzione o assicurazione dei beni), le criticità nella gestione del personale e delle forniture, nonché l’impatto di procedure concorrenti o di contenziosi pendenti. Se la norma richiede proposte o pareri su specifiche decisioni (ad esempio sulla proposizione di particolari atti dispositivi), la relazione deve motivare chiaramente i vantaggi e i rischi aderenti a ciascuna alternativa, evidenziando il profilo temporale e finanziario delle azioni suggerite.

Dal punto di vista formale la relazione deve avere un linguaggio giuridico e tecnico preciso, evitando locuzioni ambigue o iperboliche; ogni affermazione sostanziale dovrebbe essere seguita dall’indicazione della fonte o dell’allegato che la comprova. È fondamentale curare la trasparenza degli allegati, numerandoli e richiamandoli puntualmente nel corpo del testo, così che il lettore possa agevolmente verificare quanto esposto. La conclusione dovrebbe richiamare sinteticamente le osservazioni più rilevanti e, se richiesto, formulare una proposta decisionale o una raccomandazione pratica, specificando la priorità delle azioni consigliate e i tempi stimati per la loro attuazione.

Non va trascurato l’aspetto deontologico e procedurale: il redattore deve dichiarare eventuali conflitti di interesse, osservare doveri di segretezza o riservatezza e rispettare i termini processuali per la presentazione della relazione. Prima del deposito è buona prassi effettuare un controllo formale per verificare coerenza numerica, completezza degli allegati e correttezza delle citazioni normative e giurisprudenziali; se la materia tocca profili specialistici (contabilità internazionale, valutazioni immobiliari complesse, elementi di diritto penale economico) è opportuno avvalersi di perizie o pareri tecnici da allegare alla relazione.

Infine, pur mantenendo il rigore richiesto dalla funzione della relazione, è utile pensare al destinatario principale dell’atto: il giudice o gli organi della procedura che dovranno decidere in condizioni di urgenza e con documentazione spesso molto ampia. Una esposizione chiara, sintetica nelle parti più salienti e documentata negli allegati agevola la comprensione e consente decisioni più rapide e fondate; è pertanto consigliabile privilegiare la chiarezza e la tracciabilità delle fonti rispetto a una eccessiva prolissità. Per ogni dubbio interpretativo sull’effettivo contenuto obbligatorio dell’art. 129 è infine raccomandabile consultare il testo aggiornato della legge, la giurisprudenza più recente e un consulente legale specializzato nella materia fallimentare prima del deposito definitivo.

Modello relazione art. 129 legge fallimentare​

TRIBUNALE DI _______________
Sezione fallimentare

Relazione ex art. 129 r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare)

1. Procedimento
– Procedimento n. _______________
– Curatore fallimentare / Commissario / Giudice delegato: _______________
– Data nomina: _______________

2. Perito / Redattore della relazione
– Cognome e nome: _______________
– Codice fiscale: _______________
– Nato a: _______________ il: _______________
– Residente a: _______________ (indirizzo completo) _______________
– Iscritto all’albo professionale: _______________ al n. _______________
– Eventuali qualifiche o incarichi professionali pertinenti: _______________

3. Oggetto e finalità della relazione
– Oggetto: _______________
– Finalità (es. inventario, valutazione, accertamento stato aziende, ecc.): _______________
– Termine assegnato per la redazione: _______________

4. Documentazione acquisita e visionata
– Elenco documenti ricevuti: _______________
– Documenti esaminati in originale: _______________
– Documenti ricevuti in copia: _______________
– Verbali o atti integrativi consultati: _______________

5. Attività svolte
– Sopralluoghi effettuati in data: _______________ (luogo: _______________)
– Interviste/riscontri effettuati con: _______________
– Procedure e criteri di valutazione adottati: _______________
– Note su eventuali limitazioni all’attività peritale: _______________

6. Descrizione dell’impresa/debitore
– Ragione sociale / Nome: _______________
– Sede legale: _______________
– Natura dell’attività: _______________
– Personale occupato (n. dipendenti): _______________
– Eventuali unità produttive/filiali: _______________

7. Inventario dei beni mobili e beni aziendali
Per ciascun bene o gruppo di beni indicare:
– N. _______________
– Descrizione: _______________
– Ubicazione: _______________
– Quantità: _______________
– Stato di conservazione: _______________
– Documentazione di proprietà o titolo: _______________
– Valore stimato unitario: _______________
– Valore stimato complessivo: _______________
– Note: _______________

(Allegare elenco dettagliato/inventario completo se necessario: _______________)

8. Immobili
Per ciascun immobile indicare:
– N. _______________
– Indirizzo: _______________
– Dati catastali (foglio/particella/subalterno): _______________
– Categoria catastale: _______________
– Rendita catastale: _______________
– Titolo di proprietà/gravami ipotecari: _______________
– Stato di occupazione: _______________
– Valutazione stimata: _______________
– Note: _______________

9. Macchinari, impianti e attrezzature
– Elenco dettagliato/descrizione: _______________
– Stato di funzionamento: _______________
– Valutazione stimata complessiva: _______________

10. Merci e scorte
– Tipologia e descrizione: _______________
– Quantità: _______________
– Ubicazione: _______________
– Valore stimato: _______________
– Modalità di valutazione adottata: _______________

11. Crediti
– Elenco crediti rilevati:
– Creditore/debitori: _______________
– Importo nominale: _______________
– Titolo/documentazione a supporto: _______________
– Probabilità di recupero (stima): _______________
– Eventuali garanzie: _______________

12. Debiti e passività
– Elenco passività rilevate:
– Creditore: _______________
– Importo presunto: _______________
– Natura del credito (privilegiato/chorale/accertato): _______________
– Documentazione: _______________

13. Disponibilità liquide e rapporti bancari
– Istituti di credito: _______________
– Conti correnti (IBAN) e saldo alla data: _______________
– DepositI e titoli liquidi: _______________

14. Gravami, vincoli e contenziosi
– Ipoteche, pignoramenti, sequestri: _______________
– Contenziosi in corso (parti, oggetto, stato procedurale): _______________
– Altri vincoli e limitazioni alla gestione/disponibilità dei beni: _______________

15. Valutazione complessiva
– Valore complessivo dell’attivo (stima): _______________
– Valore complessivo del passivo (stima): _______________
– Margine/insufficienza patrimoniale stimata: _______________
– Metodologie di stima adottate e criteri di valutazione: _______________

16. Conclusioni
– Sintesi delle risultanze principali: _______________
– Eventuali criticità rilevate: _______________
– Raccomandazioni operative (es. vendita, conservazione, manutenzione, perizia specialistica): _______________
– Proposte per la gestione/realizzazione dell’attivo: _______________

17. Elenco degli allegati
– Allegato 1: _______________
– Allegato 2: _______________
– Allegato 3: _______________
– (Altri allegati, specificare): _______________

18. Dichiarazione del perito
– Il sottoscritto dichiara di non trovarsi in conflitto di interessi rispetto all’incarico: _______________
– Eventuali rilievi su incompatibilità o rapporti con le parti: _______________

19. Data e firma
– Luogo: _______________
– Data: _______________
– Firma: _______________

Firma per ricevuta del Curatore / Giudice delegato
– Nome e cognome: _______________
– Data ricezione relazione: _______________
– Firma: _______________

Modello relazione art. 129 legge fallimentare​