Come Investire in Piani di Accumulo in Oro

I piani di accumulo oro funzionano con lo stesso sistema dei piani di accumulo di capitale (pac) tradizionali che investono in Oicr (Organismi di investimento collettivo del risparmio – rappresentati da Fondi comuni di investimento e Sicav) ed anche in Etf (Exchange traded fund).

Chi non possiede capitali da investire, ma ha una buona capacità di risparmio, può comunque effettuare investimenti mediante versamenti periodici, di solito mensili, anche di piccole cifre. La finalità del pac è la formazione di un capitale futuro attraverso l’investimento graduale, costante ed a scadenze regolari.

Come funzionano i Pac tradizionali.
Il pac è una forma intelligente per investire in strumenti finanziari quotati, sfruttando le oscillazioni dei mercati e dei prezzi. Nel lungo termine risulta un investimento vantaggioso per i risparmiatori, in quanto le quote versate, ad esempio mensilmente, vanno ad essere investite sul mercato a prezzi diversi, mediando in questo modo i valori di acquisto, con attenuazione della volatilità e riduzione del rischio dell’investimento. Con questo sistema l’investitore è protetto dalle oscillazioni: se il prezzo sale il capitale si rivaluta, se scende si comprano più quote ed aumenta la velocità di accumulo, ottenendo dunque benefici sui suoi risparmi.

Come funzionano i Pac in oro.
Dalla logica del pac si è preso spunto per ideare i piani di accumulo oro, programmi di investimento a rate costanti e scadenze regolari, per durate che possono essere stabilite alla firma del contratto o anche a tempo indeterminato, con possibilità di accantonare gradualmente il risparmio in once di oro finanziario. I piani di accumulo oro rappresentano, dunque, una buona opportunità per chi desidera investire in oro finanziario e non dispone di grosse cifre.

La rata minima mensile del piano è di 50 euro o 100 dollari Usa e gli acquisti vengono regolati nel conto corrente bancario nella stessa valuta del piano. Le once accumulate possono essere disinvestite in modo parziale o totale, anche senza revocare il piano stesso. Il disinvestimento può essere richiesto dal cliente in qualsiasi momento ed il pac può anche continuare ad essere alimentato, tranne nel caso che il mandato venga revocato.

Borse di Studio e Dichiarazione dei Redditi

In generale, vengono assimilati ai redditi da lavoro dipendente anche quelli derivanti da borse di studio, assegni, premi e sussidi per studio o aggiornamento professionale: sono indicati dal datore di lavoro nella Certificazione unica e inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Attenzione, però: alcune borse di studio sono esenti da imposta e non devono quindi entrare nella dichiarazione dei redditi. Tra queste ultime ricordiamo quelle date a studenti universitari dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano (decreto legislativo 68/2012), quelle erogate a favore di studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica nell’ambito del programma internazionale Erasmus +.

Investire in Oro o in Argento – Come Scegliere

Non è una domanda con una risposta scientifica (nemmeno finanziariamente parlando, visto che i due investimenti non sono sostitutivi), ma si può comunque cercare di fornire qualche spunto ricordano che, sebbene il recupero dell’oro abbia lasciato molti osservatori sorpresi, lo sprint dell’argento è diventato ancora più sorprendente: il metallo ha accelerato la corsa al punto da spingersi fino a 17,70 dollari l’oncia, un record da 11 mesi a questa parte, e togliere dunque il premio di migliore asset dell’anno al collega oro, con un rialzo di oltre il 23%.

Di contro, l’oro si è invece apprezzato di circa il 18%, essendo dunque stacctato di ben 5 punti percentuali nella lista degli asset con le migliori performance del periodo. Ad ogni modo, non di solo argento o oro si vive e si investe. Soprattutto tenendo in considerazione che tutti i metalli preziosi in realtà stanno godendo di un momento favorevole: sia sufficiente pensare al platino, ai massimi da 10 mesi, o al palladio, ai massimi da 6 mesi.

Tuttavia, è proprio l’argento a trainare il comparto, sottrando una quota di attenzioni all’oro, che invece fino a poco tempo fa era considerato l’asset sul quale scommettere con maggiore enfasi.

Tornando all’argento, le scommesse su tale metallo prezioso sono cresciute rapidamente nelle ultime settimane, autoalimentando i rialzi. I fondi la settimana scorsa hanno aumentato di ben il 30% le posizioni lunghe (all’acquisto) al Comex, a 54.885 contratti: non erano mai state così tante dal 2006, quando la Cftc ha iniziato a contarle. Il superamento di soglie tecniche significative – ha ricordato il quotidiano Il Sole 24 Ore – ha poi provocato molte ricoperture nei giorni scorsi, dando un’ulteriore spinta ai prezzi, che comunque restano molto lontani dal record ultratrentennale del 2011, quando raggiunsero 48,44 $/ oz. Anche gli acquisti di Etf sull’argento stanno intanto accelerando, tanto che il patrimonio ha quasi eguagliato il primato di ottobre 2014, di 20.182,2 tonnellate.

Nemmeno sul fronte dei dati macro, segnalano tuttavia gli osservatori, sembrerebbero giungere delle giustificazioni a questo andamento. E nemmeno il fatto che la Cina, dallo scorso novembre ha abolito i dazi sull’import di concentrati (con i suoi acquisti che si sono di conseguenza sviluppati in aumento), e nemmeno il fatto che il consumo dell’argento è legato anche al crescente business delle rinnovabili (è un “ingrediente” usato nei pannelli solari), sembrerebbe sufficiente a spiegare tale movimento.

Prestazioni Occasionali e Obbligo Apertura Partita Iva

Facciamo chiarezza sulla relazione tra prestazioni occasionali e apertura della partita Iva: non esistono limiti di reddito per queste attività che obbligano all’apertura di una partita Iva. Si è infatti soggetti all’Iva solo se l’attività svolta ha caratteri di sistematicità e continuità.

Niente partita Iva, quindi, per chi per esempio crea oggetti di bigiotteria che vende due o tre volte all’anno agli amici o ai colleghi, mentre scatta l’obbligo per chi lo fa abitualmente.

Nello specifico, viene considerata occasionale la collaborazione con lo stesso committente se inferiore ai 30 giorni all’anno; se superiore, diventa invece collaborazione abituale.

Spesso si considerata saltuaria l’attività che in un anno frutta fino a un massimo di cinquemila euro. Attenzione, però: se viene superata tale soglia, ma il lavoro è comunque occasionale, non è obbligatorio aprire la partita Iva.

Quando Conviene l’Apertura di un Conto Deposito

Negli ultimi anni, a causa della crisi che il nostro Paese, come i mercati mondiali, sta vivendo, l’atteggiamento degli Italiani nei confronti degli investimenti è notevolmente cambiato. Mentre prima il vantaggio si focalizzava soprattutto sul rendimento finale, ora, l’atteggiamento è rivolto alla sicurezza e alla possibilità di gestire personalmente il proprio denaro, cosa permessa dal conto deposito.

 

Per aprire un conto deposito devo essere un esperto di investimenti?
Il conto deposito si apre proprio come un conto corrente normale. E’ facile: devi solo essere già un correntista della banca in cui vuoi investire e devi portare i tuoi documenti al momento dell’apertura del conto deposito. Addirittura molti conti possono essere aperti anche online, comodamente da casa tua. Gli investimenti legati al tuo capitale saranno calcolati al centesimo nel momento in cui aprirai il conto. Saprai quale sarà il tuo tasso di interesse e il rendimento che otterrai. Inoltre, non ci sono costi di attivazione né di gestione.

Come posso valutare l’interesse migliore per me?
Questa è una domanda a cui devi rispondere una volta considerate bene le tue possibilità. Hai la necessità di avere sempre il tuo denaro libero? Se la risposta è sì, scegli un conto deposito libero: potrai muovere sempre i tuoi soldi, potrai gestirli tramite internet e riceverai i rendimenti periodicamente. Il tuo tasso di interesse sarà quello base, che si aggira attorno all’1% ma in alcune banche è superiore.
Se, invece, ti puoi permettere di vincolare i soldi per più tempo scegli un conto deposito vincolato. Blocchi i tuoi soldi per un periodo che varia da 1 a 36 mesi. Ottieni i rendimenti alla fine, i tassi di interesse possono arrivare a valori superiori, e infine, se per un motivo qualsiasi devi sbloccare i tuoi soldi, non c’è problema. Non paghi nessuna penale e otterrai comunque il rendimento minimo per il tempo in cui hai tenuto bloccati i soldi.

Come faccio a essere sicuro che non perderò i miei soldi?
Il conto deposito è uno degli investimenti più sicuri che attualmente le banche propongono. Il punto è che i circuiti entro cui si muove sono quelli delle banche e non quelli del grande mercato finanziario. Per cui non subiscono direttamente crisi o oscillazioni. Inoltre, ogni banca è tutelata dal Fondo Interbancario di Tutela Deposito. Fondo che provvede in caso di fallimento della banca a risarcire il cliente/investitore fino ad una somma di 100.000 euro.
Una volta che avrete risposto a questa serie di domande, giungerete alla stessa conclusione della maggior parte degli italiani che investono. Il conto deposito è facile, sicuro e ha rendimenti mirati e vantaggiosi. Risulta essere la scelta giusta in un periodo di incertezze come questo.