Come Aprire Franchising Denny Rose

Un franchising molto attivo è quello che spazia nel settore dell’abbigliamento. Ci sono moltissimi marchi che offrono affiliazione per aprire un negozio di abbigliamento in franchising donna, franchising abbigliamento uomo e per abbigliamento premaman e infantile. La concorrenza è talmente tanta che ogni ditta fa a gara per proporre delle offerte di affiliazione moto convenienti.

Denny Rose è una linea di abbigliamento giovane e femminile, da poco sul mercato anche con una linea per bambine. Lo stile Denny Rose è molto personale, in quanto propone uno stile moderno e sexy a prezzi molto ragionevoli. Capi originali e ben realizzati i modelli, dettagli curati, accessori di stile: ecco quali sono le caratteristiche dei capi Denny Rose, cioè le stesse caratteristiche che caratterizzano la moda Made in Italy. Le linee Denny Rose sono attualmente tre: Denny Rose, Denny Rose Lady, più elegante e sofisticata e Denny Rose Young Girl, per bambine e adolescenti. Denny Rose è il marchio ideale per chi ama vestirsi tutti i giorni in maniera curata e sexy: jeans con applicazioni, top decorati, completi dal taglio attillato, abiti lunghi e corti adatti al giorno e alla sera.

I capi, fantasia o tinta unita, possono essere poi abbinati a seconda del gusto personale, a seconda si voglia ottenere un look classico, sexy o trendy. Denny Rose ha anche raggiunto ottimi risultati con il lancio di una linea di maglieria molto apprezzata: golfini di angora o lambswool in diversi modelli, dallo scollo a V al collo alto, dal collo ad anello allo scollo all’americana, il tutto disponibile a prezzi accessibili.

Per poter richiedere l’affiliazione Denny Rose, si deve disporre di un locale commerciale di 100 mq e di una partita IVA. Gli store Denny Rose, infatti, devono essere ubicati in centri storici, vie commerciali di città con almeno 15mila abitanti e in centri commerciali. Chi volesse ulteriori informazioni su questo franchising, basta proporre la propria candidatura sul sito ufficiale della ditta.

Come Aprire Merceria in Franchising

Filomania è la prima catena italiana di punti vendita specializzata nel settore della merceria e dell’hobbistica femminile. Nei punti vendita Filomania si potranno trovare facilmente tutte le ultime proposte del settore, abbinate alle varie tecniche di lavoro.

Il primo punto vendita Filomania è stato aperto nel 1995 a Ranica, in provincia di Bergamo. L’immediata risposta positiva del mercato ha portato il marchio a sviluppare nel 1999 una catena in Franchising che a tutt’oggi riscontra un gran successo.

L’azienda ricerca persone motivate e intraprendenti, anche e non hanno esperienza specifica. L’affiliato diviene immediatamente operativo grazie alla formazione e all’assistenza offerta dall’azienda, traendo dall’attività gratificazioni personali ed economiche. L’opportunità del franchising permette inoltre di posizionarsi in un mercato in forte espansione e in continua crescita, senza i problemi gravanti dall’apertura di una attività in proprio.

Filomania si appoggia alla rete di negozi in franchising facente parte della società HFT Distibution, la quale opera nel mondo del cucito creativo. Filomania è più di una semplice attività commerciale: è il brand di riferimento, leader assoluto in Italia nel settore dell’hobby femminile, in quanto all’interno dei negozio si trovano sempre le ultimissime novità e collezioni legate al mondo dell’hobby femminile, oltre ad una infinità di creazioni.

L’affiliato che intende entrare a far parte di questa rete commerciale specifica è assistito e consigliato in tutti gli aspetti con la massima professionalità, soprattutto ricevendo stimoli da un’azienda giovane e dinamica che lavora quotidianamente per raggiungere il successo ogni giorno.

L’unico investimento da effettuare è l’acquisto della merce, perché i costi di inizio attività e gli arredi si potranno pagare mente si ammortizza l’investimento. Si avranno, inoltre, la completa tutela della zona, la libera scelta dell’ubicazione del punto vendita, l’eventuale progettazione e l’allestimento del negozio, che deve essere minimo di 50 mq.

Come Aprire Franchising Yves Rocher

Tutte le donne sanno che il marchio Yves Rocher è il sinonimo di cosmesi naturale in tutto il mondo. Chi è un forte fruitore di questi fantastici prodotti, ha la certezza assoluta che non vi è nulla di chimico nella loro composizione, che non sono testati sugli animali e che il brand è sempre impegnato in nuove ricerche per sfruttare al meglio le virtù naturali che madre natura offre.

La passione per le erbe Yves Rocher la iniziò a coltivare da giovanissimo, quando decise di farne un mestiere al servizio della cosmetica. Per questo motivo, oggi a distanza di più di cinquant’anni, il marchio è conosciuto e apprezzato nel mondo della cosmesi mondiale. Chi volesse diventare rivenditore in franchising, sicuramente sa di affidarsi ad una casa madre di fama indiscussa e produttrice di cosmesi eccellente. In Italia esistono 42 punti vendita diretti, cioè gestiti direttamente dal brand, 10 in franchising e altri 800 sempre in franchising nel resto del mondo, un ottimo risultato per una casa di cosmesi europea.

Ma cosa si deve fare per entrare nel magico mondo Yves Rocher dalla porta principale? La prassi da seguire è avere compiuto la maggiore età e non avere pendenze giudiziarie, contesti bancari o altre forme di debito. E’ indispensabile inoltre avere una banca d’appoggio per garantire una copertura di almeno 30.000. Euro.

Non serve avere esperienza di vendita precedente, ma si deve avere a disposizione un locale di almeno 20 mq., il quale sia sito in una zona centralissima, o comunque di forte passaggio, preferibilmente in un centro storico o all’interno di un grande centro commerciale. Nel punto vendita devono figurare almeno tre persone addette alla vendita, compreso il contraente. Il contratto iniziale durerà 7 anni, rinnovabile in funzione del fatturato medio. C’è la possibilità di contattare il responsabile d’area e richiedere delle soluzioni personalizzate e dettagliate.

Conto Trading WeBank – Caratteristiche

Molto importante è assicurarsi la presenza dei seguenti servizi in un conto di trading
L’integrazione con il conto trading di piattaforme il più possibile efficienti. Molto gradita l’offerta di informazioni finanziarie, utili per la pianificazione strategica. Da valutare è il costo di tenuta periodico delle piattaforme
L’attivazione o meno del servizio prestito titoli (eventuali commissioni aggiuntive), importante per spuntare guadagni senza avere la disponibilità materiale dei titoli
Un buon effetto leva o moltiplicatore può essere un’arma a doppio taglio, in quanto così come si moltiplicano i guadagni si moltiplicherebbero anche le perdite. Allora, è importante vedere se vi sono dei meccanismi automatici frenanti per le perdite
La possibilità (marginazione) di investire solo parte della liquidità per effettuare l’investimento
La presenza di meccanismi premianti, man mano che aumenta il volume di operazioni (ad es. meccanismo degressivo)

Nello specifico, WeBank offre per il conto trading

La possibilità di personalizzare il profilo scegliendo tra meccanismo fisso o variabile delle commissioni (applicazione di percentuali in luogo di commissioni fisse). Ciò è previsto per alcuni particolari tipi di mercati e sta all’utente scegliere quale gli convenga. Ad es. se prevede di fare un investimento altamente differenziato ed a più istanti temporali di reinvestimento (profilo di elevata dinamicità), il fisso potrebbe risultare conveniente, senza poi dimenticare che entra in porto il meccanismo degressivo delle commissioni

La possibilità di ottenere gratuitamente la gestione di alcuni tipi di piattaforme, all’aumento del volume delle commissioni generato mensilmente (ad es. con la piattaforma T3 se si generano almeno 50 euro di commissioni, non si paga il costo della piattaforma).

L’attivazione gratuita del servizio marginazione che prevede la possibilità di fare operazioni di maggiore portata impiegando meno capitale e con un effetto leva di almeno il 400%.

Molto interessante.

Come Funziona il Price Earning to Growth Ratio

Il Price Earning to Growth ratio ( PEG ), si ottiene dividendo il  Price/Earning ( P/E )
per il tasso di crescita di crescita degli utili stimato.

Il tasso di crescita stimato ( Earning Growth Estimated )  è espresso in misura percentuale e si riferisce alla
previsione media degli analisti riguardante la probabile crescita degli utili nei trimestri e negli anni a venire.
Naturalmente tale previsione è tanto più attendibile quanto maggiore è il numero degli analisti coinvolti e minore
l’intervallo temporale al quale si riferisce la previsione.

Il Price Earning ( P/E ) è un dato che si riferisce al rapporto fra il prezzo e l’utile per azione ( EPS ) negli ultimi
dodici mesi, il suo dato quindi varia solamente una volta ogni tre mesi, quando cioè le società presentano i loro
bilanci trimestrali ( Quarterly Report ). Il tasso di crescita stimato ( Earning Growth Estimated ), invece, può
teoricamente variare anche di momento in momento. Di fatto varia ad ogni minima modifica della previsione
fatta anche da un singolo analista.

Il PEG ( Price Earnings to Growth  ratio),
vale a dire il rapporto fra P/E ( Price Earning) e il tasso di crescita stimato ( Earning Growth Estimated )
ci fornisce un dato importante
ai fini della valutazione del titolo analizzato.

Il PEG si interpreta a questo modo
un valore negativo segnala prospettive di crescita negativa ed è quindi da evitare.
un valore inferiore a 1 segnala che il titolo potrebbe essere sottovalutato ( undervalued )
un valore pari a 1 segnala che il titolo quota, più o meno, il suo giusto prezzo ( fair value )
un valore superiore a 1 segnala che il titolo potrebbe essere sopravvalutato ( overvalued )

Come tutti i dati, anche
il PEG va sempre e comunque comparato,
quantomeno con le società concorrenti che operano nello stesso comparto.

Non è detto infatti che un titolo con un rapporto PEG di 2,1 sia veramente sopravvalutato,
così come un titolo con un rapporto di PEG di 0,8 non sempre rappresenta un grande affare.

Ad ogni modo, adesso abbiamo già tre indicatori:
il  P/BV (Price/Book Value) che ci indica se un valore è quotato più o meno del suo contenuto patrimoniale,
il  P/E (Price/Earning) che ci indica se un valore è quotato più o meno del dovuto in rapporto agli utili prodotti,
il PEG che ci indica se un valore è quotato più o meno del dovuto in rapporto alle prospettive di crescita.
Andiamo ora a parlare del rendimento del titolo.