Come si Apre un’Edicola

L’art.7 della Legge 25 febbraio 1987, n.67 stabilisce che la vendita di giornali e riviste, è subordinata al rilascio dell’autorizzazione amministrativa comunale. Occorre, pertanto, inoltrare domanda in carta bollata, al Sindaco del Comune presso il quale s’intende aprire l’edicola; l’eventuale accoglimento della richiesta avverrà entro 30 gg., salvo interruzione nei casi d’irregolarità o incompletezza riscontrati.

L’attività deve essere svolta in conformità alle normative edilizio-urbanistiche, tecniche, igienico-sanitarie e commerciali previste dal Piano comunale (Per i centri urbani, deve essere previsto il rilascio delle autorizzazioni in ragione della densità della popolazione, del numero delle famiglie, delle caratteristiche urbanistiche e sociali di ogni zona o quartiere, dell’entità delle vendite, rispettivamente, di quotidiani e periodici, negli ultimi due anni, nonché delle altre categorie che ne facciano richiesta). In assenza del piano comunale, qualora nel territorio di un comune, di una frazione di un comune ovvero di una circoscrizione comunale non esistano punti di rivendita, il sindaco è tenuto a rilasciare l’autorizzazione per la prima rivendita anche ad esercizi già esistenti. E’ parimenti dovuta l’autorizzazione qualora nelle aree urbane non esistano altri punti fissi di rivendita ad una distanza stradale, calcolata per il percorso più breve, di 400 metri.

Per ciò che concerne l’investimento, la voce d’uscita di maggior entità è rappresentata senz’altro dall’ acquisto dei chiosco che, per piccolo che sia, non costa mai meno di trentamila euro; il prezzo di locazione di un locale, invece, dipende molto dalla grandezza e dalla localizzazione dello stesso, comportando una spesa annua che oscillerebbe tra i diecimila euro. Le altre voci di spesa sono rappresentate dalla tassa d’occupazione del suolo pubblico, il cui prezzo si aggira mediamente sui tre milioni l’anno; la tassa sui rifiuti e naturalmente le spese per il telefono, l’illuminazione, il riscaldamento.

I profitti variano da edicola a edicola e sicuramente una delle variabili più determanti da questo punto di vista è l’ubicazione della rivendita. E’ importante in ogni caso tenere presente che l’edicolante, a differenza di qualunque altro commerciante, ha un guadagno fisso sui prodotti che vende che è pari al 19 % (defiscalizzato) del prezzo di copertina dei giornali.

Gli strumenti di finaziamento utilizzabili per l’avvio dell’attività in questione sono fondamentalmente due: l a legge 215/92 e la legge 608/96.

La Legge 25 febbraio 1992, n.215 (azioni positive per l’imprenditoria femminile) prevede agevolazioni per gli investimenti effettuati successivamente al 21 marzo 1992 e finalizzati a: 1) Avvio nuove attività nei settori industria, artigianato, agricoltura, commercio, turismo e servizi; 2)Acquisto di attività preesistenti, nei medesimi settori.

I soggetti beneficiari sono le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60% da donne, le società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi da donne, nonché le imprese individuali gestite da donne. Le agevolazioni, articolabili in contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, sono calcolate in equivalente sovvenzione lorda (ESL) e possono raggiungere per le zone di cui all’obiettivo 1 zona B, in cui sono comprese le provincia di Avellino e Napoli, la misura massima del 55% (circa l’80% del valore nominale). I termini di presentazione della richiesta di finanziamenti sono momentaneamente sospesi in attesa della emanazione di un nuovo regolamento che è atteso per i prossimi mesi.

Per quanto riguarda la Legge 608/96 (Prestito d’Onore) i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni sono i seguenti: a) Stato di non occupazione perdurante da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda; b) Età superiore ai 18 anni alla data di presentazione della domanda.

Sono finanziabili progetti che prevedono la realizzazione di qualsiasi attività autonoma proposta in forma individuale e che siano giudicabili validi sotto il profilo delle attitudini e delle capacità del soggetto proponente, nonché della redditività dell’iniziativa. Le spese ammesse sono quelle relative all’acquisto di attrezzature e di altri beni materiali e immateriali ad utilità pluriennale, al netto dell’Iva.E’ previsto inoltre un contributo a fondo perduto fino a 10 milioni di lire per le spese di esercizio sostenute nel primo anno di attività. Le spese ammesse sono: a) l’acquisto di materie prime, semilavorati e prodotti finiti; b) utenze e canoni di locazione per immobili; c) oneri finanziari esclusi gli interessi relativi al prestito agevolato. Non sono ammissibili le spese sostenute anteriormente alla data del provvedimento di ammissione delle agevolazioni nonché le spese relative all’acquisto di terreno, la costruzione, la ristrutturazione e l’acquisto degli immobili le prestazioni di servizi, gli stipendi e i salari..

Come Funziona l’Accettazione Bancaria

Le accettazioni bancarie sono titoli di credito con la forma di cambiale tratta. Nell’accettazione bancaria un cliente ( traente ) ordina alla banca ( trattario ) di pagare al portatore del titolo un importo di un certo ammontare a una scadenza fissa futura. Una volta accettato dalla banca, l’impresa traente può vendere il titolo agli investitori sul mercato secondario ed ottenere una liquidità a breve termine. In questo modo l’impresa traente può ottenere la liquidità necessaria che gli serve nel breve periodo.

Alla scadenza del titolo gli investitori possono presentare la tratta alla banca e ottenere il pagamento del critico. La vendita del titolo non avviene mai al 100% del valore nominale del titolo bensì a un valore inferiore, detto prezzo di negoziazione. La differenza tra il valore nominale della tratta e il prezzo di negoziazione rappresenta il rendimento dell’investitore.

Alla scadenza la banca provvede al rimborso del valore nominale della cambiale al portatore e addebita l’intero importo, maggiorato delle commissioni di accettazione, all’impresa traente. Il provento della banca accettante consiste nelle commissioni di accettazione applicate sull’importo del titolo dell’accettazione bancaria. In questo modo la banca ottiene un guadagno senza erogare alcun finanziamento. Risulta essere un’operazione particolarmente utile nei momenti in cui si presenta una scarsità di liquidità bancaria. In questi frangenti la banca non potrebbe soddisfare una domanda di prestito da parte dell’impresa.

Tramite l’accettazione bancaria l’impresa traente ottiene la liquidità da altri investitori che, grazie alla firma per accettazione del titolo da parte della banca, sono maggiormente propensi ad acquistare il titolo. Essendo avvalorate dalla firma della banca, senza alcun credito bancario, le accettazioni bancarie appartengono alla categoria del credito di firma.

Come Aprire Negozio di Elettrodomestici

Gli adempimenti per l’apertura di un negozio di elettrodomestici, come di qualsiasi altro tipo di esercizio di vendita al dettaglio, variano a seconda della superficie di vendita del negozio e della popolazione del comune in cui si intende operare.

Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 114/98 per aprire un esercizio fino a 150 mq (250 mq per i comuni con oltre 10.000 abitanti) è sufficiente inviare una comunicazione al Comune di appartenenza in cui va indicato: di essere in possesso dei requisiti morali; il settore o i settori merceologici, l’ubicazione e la superficie di vendita dell’esercizio; di aver rispettato i regolamenti locali di polizia urbana, annonaria e igienico sanitaria, i regolamenti edilizi, le norme urbanistiche e quelle relative alle destinazioni d’uso dell’immobile. Trascorsi 30 giorni dall’invio della comunicazione l’attività può essere avviata. Poi entro 30 giorni dall’ effettiva apertura occorre iscriversi al registro delle imprese e alla gestione Inps dei commercianti.

Per attività con una superficie di vendita compresa tra i 150 e i 1500 mq (250 e 2.500 mq per i comuni con oltre 10.000 abitanti) si deve invece richiedere al Comune un’autorizzazione amministrativa che viene rilasciata in base ai criteri di programmazione che il Comune stesso si deve dare sulla base di indirizzi regionali.

Riguardo al capitale necessario per l’apertura di un negozio di questo genere bisogna prevedere una spesa iniziale di almeno ottantamila euro Una delle principali voci di spesa è l’acquisto della prima fornitura di merce sulla quale è molto difficile ottenere dilazioni di pagamento. Vanno poi considerate le spese di ristrutturazione e di arredamento del locale che deve essere di almeno 150 mq per poter offrire una buona esposizione della merce. Ci sono poi le spese per le pratiche di avvio, le spese di promozione, l’acquisto dell’attrezzarura informatica minima per la gestione dell’attività e naturalmente le spese di gestione .

Come Aprire un’Impresa di Pulizie

L’esercizio dell’attività di pulizia è disciplinato dalla Legge 25 gennaio 1994 n. 82 e dal D. M. del 7 luglio 1997 n. 274.

Un impresa di pulizia per iscriversi al Registro delle Imprese o all’Albo provinciale delle imprese artigiane deve possedere i requisiti di:

· onorabilità;

· capacità economica – finanziaria;

· capacità tecnico – professionale.

I requisiti di onorabilità devono essere posseduti, nel caso di impresa individuale, dal titolare, nel caso di Snc da tutti i soci, nel caso di Sas dai soci accomandatari e nel caso degli altri tipi di società da tutti gli amministratori. In particolare è necessario che:

a) non sia stata pronunciata sentenza penale definitiva di condanna o non siano in corso procedimenti penali nei quali sia stata già pronunciata sentenza di condanna per reati non colposi a pena detentiva superiore a due anni o sentenza di condanna per reati contro la fede pubblica o il patrimonio, o alla pena accessoria dell’interdizione dagli uffici direttivi delle imprese, salvo che sia intervenuta la riabilitazione;

b) non sia stata svolta o non sia in corso procedura fallimentare, salvo che sia intervenuta la riabilitazione ai sensi degli articoli 142,143 e 144 delle disposizioni approvate con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;

c) non siano state applicate misure di sicurezza o di prevenzione ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423; 10 febbraio 1962, n. 57; 31 maggio 1965, n. 575 e 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni, o non siano in corso procedimenti penali per reati di stampo mafioso;

d) non sia stata pronunciata sentenza penale definitiva di condanna per il reato di cui all’articolo 513-bis del codice penale;

e) non siano state accertate contravvenzioni per violazioni di norme in materia di lavoro, di previdenza e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, non conciliabili in via amministrativa.

I requisiti di capacità economico-finanziaria si intendono posseduti al riscontrarsi delle seguenti condizioni:

a) iscrizione all’INPS e all’INAIL di tutti gli addetti, compreso il titolare, i familiari ed i soci prestatori d’opera;

b) assenza di protesti cambiari negli ultimi 5 anni a carico del titolare o dei soci o degli amministratori salvo riabilitazione o dimostrazione di avere completamente soddisfatto i creditori;

c) esistenza di rapporti con il sistema bancario da comprovare con apposite dichiariazioni bancarie riferite agli affidamenti effettivamente accordati.

I requisiti di capacità tecnica ed organizzativa, infine, si intendono posseduti con la preposizione alla gestione tecnica di persona (che non può essere però un consulente o un professionista esterno) dotata di almeno uno di questi requisiti:

a) avere assolto l’obbligo scolastico e avere svolto un periodo di esperienza professionale qualificata nello specifico campo di attività presso imprese del settore di almeno 2 anni come dipendente qualificato, familiare collaboratore, socio partecipante al lavoro o titolare;

b) possedere un attestato di qualifica di formazione professionale attinente all’attività;

c) avere conseguito un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un diploma di laurea, in materia tecnica attinente all’attività.

Il possesso dei requisiti suddetti va dichiarato, su apposita modulistica, contestualmente alla domanda di iscrizione dell’impresa alla Camera di Commercio della provincia in cui ha sede l’impresa o all’Albo delle imprese artigiane. Inoltre, se l’impresa è interessata a partecipare alle procedure di affidamento di pulizia regolamentate da normative comunitarie, va compilato uno specifico modello in cui si chiede l’iscrizione in una determinata fascia di classificazione di volume d’affari al netto dell’IVA, si elencano i servizi eseguiti, si indicano i contratti in essere alla data di presentazione della domanda.

Per quanto riguarda l’investimento iniziale per l’avvio di un’attività di pulizie, si può stimare una spesa di circa ventimila euro, cifra con la quale è possibile coprire gli adempimenti di avvio, acquistare un mezzo di trasporto usato e le attrezzature di base.

Differenze tra Titoli di Stato e Conto Deposito

Uno dei maggiori dilemmi che ti si possono presentare, nel caso tu faccia parte della classe dei risparmiatori, è quello legato al fattore sicurezza. Le tue scelte sono sempre, in qualche modo, veicolate alla sicurezza che ti dà un certo investimento, anziché un altro.

La crisi economica non ha creato questa tua paura, ma l’ha semplicemente enfatizzata e resa ancora più evidente a causa di tagli, di picchiate dei tassi di interesse e ovviamente a causa anche del minor potere di acquisto che noi consumatori oggi abbiamo.
Se hai la fortuna di essere un risparmiatore dovrai tenere conto non solo delle tue paure ma anche di una serie di valori che potrebbero influire sul tuo modo di investire.

Sappiamo bene che lasciare i risparmi in banca, nel semplice conto corrente, non è altro che una costante spesa e che non esistono quasi più le banche che ti offrono qualche interesse affinchè tu rimanga con loro.
Quindi, invece di lasciarli nel conto corrente o scegliere di mettere i tuoi soldi sotto al materasso, scegli sempre di investire ma fai attenzione a
-le statistiche legate all’andamento dello spread; questo elemento incide spesso e volentieri sui tuoi soldi
-quale è il valore del rating dello Stato in cui intendi investire. E’ tristemente noto che ormai l’Italia è stata in qualche modo declassata e che il rapporto di rischio non è più così vantaggioso e sicuro.
-L’inflazione. Quanto è il valore effettivo del tuo denaro

Una volta che avrai chiare quali sono le posizioni economiche di questi, fattori potrai scegliere con criterio il tuo investimento ideale.
La scelta generalmente va su due versanti differenti che danno comunque un rendimento certo e un rischio pari a zero
-i Titoli di Stato
-i Conti Deposito

I Titoli di Stato, almeno per quanto riguarda l’Italia, hanno fatto da padroni per tantissimi anni. Fino a qualche anno fa erano uno dei pochi modi di investire il proprio denaro e guadagnarci cifre ragguardevoli. Oggi, purtroppo per te, non è più così ma i Titoli di Stato rimangono sempre un accesso ad un guadagno sicuro.

Quando parliamo di Titoli di Stato ci riferiamo principalmente ai Bot e ai Btp. Entrambi sono investimenti tranquilli e la differenza sostanziale tra i due è la durata del tuo investimento. Nel caso dei Bot la durata massima è di un anno mentre nei Btp si arriva a parlare anche di 7 anni.
Il tasso di interesse lo stabilisce lo Stato italiano e varia a seconda delle scelte economiche del nostro paese.

Il Conto Deposito ha in se una serie di vantaggi che non devi sottovalutare e che ti porteranno, quasi sicuramente, a sceglierlo come tipologia di investimento
-è un investimento a breve termine
-non ha costi di attivazione o chiusura rapporti
-puoi investire il capitale che desideri senza vincoli particolari
-ha un rendimento certo e dichiarato fin dalla stipula
-gestisci i tuoi soldi come e quando vuoi
-non hai da pagare le spese per la commissione al mediatore finanziario.

Quindi oggi il conto deposito è sicuramente l’investimento da preferire rispetti ai titoli di stato. Non a caso infatti migliaia di Italiani oggi hanno deciso di investire in questo modo.